Il nuovo contratto a tutele crescenti, unito ai contratti a termine, potrebbe tradursi in un precariato lungo 6 anni. «Per le nuove assunzioni si può stabilire che il contratto a tutele crescenti e i contratti a termine siano alternativi: sarà l`imprenditore a scegliere la strada più conveniente. Per chi assume c`è un doppio vantaggio: nella proposta del Pd si parte da una retribuzione del 65% a parità di mansione, e poi si riducono contributi e Irap, se il lavoratore viene confermato, altrimenti il periodo di prova viene considerato un normale contratto a termine, molto più costoso».
II possibile intervento della riforma sulle “pensioni d`oro” è già molto contestato. Quale sarà la soglia? «Potrebbe essere quella individuata dal governo Letta: 90.000 euro lordi. Questa cifra può anche essere la somma di più pensioni percepite. Superata tale soglia si può intervenire con un prelievo sulla parte eccedente, a condizione che le risorse risparmiate vadano o a migliorare le pensioni più basse o a risolvere il problema dei cosiddetti esodati».
Si discute in alternativa di una forma di perequazione tra pensioni con il sistema retributivo e pensioni con il contributivo. «Sono assolutamente contrario al prelievo indiscriminato sulle pensioni per cifre non meglio precisate, per il solo fatto che sono state definite con il sistema retributivo. C`è il rischio che così si vadano a colpire le pensioni medie, che fanno veramente gola, anche perché dalle pensioni d`oro si ricaverà poco, il loro numero è esiguo. Ci sono altre distorsioni: perché non s`interviene sulla norma introdotta dalla legge Fomero che permette di calcolare contributi oltre le 52 settimane all`anno per 40 anni per chi lavora anche dopo i 65 anni? Così si va oltre il 130% dell`ultimo stipendio».































