Se l’articolo 10 del ddl Anticorruzione diventerà legge, le persone condannate con sentenza passata in giudicato a più di due anni per i reati gravi (come mafia e terrorismo) e per quelli contro la Pubblica Amministrazione o coloro che hanno subito condanne sempre in via definitiva per tutti gli altri reati per i quali sono previste pene superiori nel massimo a tre anni, non potranno essere elette né al Parlamento nazionale, né a quello europeo, né potranno ricoprire incarichi di governo. Tali limiti però varranno solo dopo il 2013. Cioè a partire dalla legislatura del 2018.
Nel testo licenziato dalle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera, e sul quale il governo ha chiesto e ottenuto la fiducia, si dà infatti un anno di tempo al governo per fare un decreto legislativo sulla materia delle incandidabilità.
Introdotto reato di ‘corruzione tra privati’
La pena della reclusione fino a 1 anno e 6 mesi si applica anche se il fatto e’ commesso da chi e’ sottoposto alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti ai vertici delle societa’.
Analoga condanna rischia chi da’ o promette denaro o altra utilita’ a questi stessi soggetti. Le pene raddoppiano se si tratta di societa’ quotate in borsa, nei mercati italiani o europei, o con titoli diffusi tra il pubblico “in misura rilevante”.






























