di Pietro Tonti
Ritorna prepotentemente alla ribalta la notizia diffusa dal nostro quotidiano on line che ha avuto una vasta eco nazionale, criticata da chi ha interessi diretti nelle strutture e cooperative ospitanti, temendo che una notizia come questa potesse incidere negativamente sui loro affari; apprezzata da chi politicamente vorrebbe che la situazione immigrati avesse delle regole certe, quelle di un ingresso in Italia solo con un contratto di lavoro, come è sempre stata la normalità per ogni italiano che si è recato all’estero, in ogni epoca.
Altri che vedono gli immigrati con il fumo negli occhi e vorrebbero che sparissero dalla loro vista. Altri ancora, scanzonati hanno colto un’occasione per il gossip mediatico, esprimendosi in “de vulgari eloquentia”, esonerandovi dai commenti sulle donne e i ragazzi di colore.

La notizia che ha suscitato tanto clamore, definita anche impropriamente “bufala mediatica” da chi si è sempre schierato per interessi a favore dei migranti e riportata in modo inesatto come tale da bufala.it, non lo è affatto.
In quanto oramai è risaputo che nel Molise più che migranti (solo il 5% degli ospiti fuggono dalle guerre) il resto sono ragazzi in salute che giungono qui con lo status di profugo per ottenere permessi di soggiorno e raggiungere nazioni europee più valide per il lavoro. Sono palestrati, giovani e attirano l’attenzione delle donne, come è normale che sia.
Invece ci meravigliamo delle 100.000 visualizzazioni che l’articolo ha ottenuto, che non si basava solo sul vox populi, ma su concrete segnalazioni che alcuni membri delle forze dell’ordine, in camera caritatis si sono lasciati sfuggire, come le innumerevoli segnalazioni di liberi cittadini che hanno palesato ai nostri redattori una situazione per loro definita scandalosa.
Ma la notizia in se che vi sono donne di tutte le età che frequentano questi giovanotti di colore per sesso, non è assolutamente una novità.
E non capiamo lo stupore della gente a questa notizia, vediamo ogni giorno oramai e a tutte le ore, giovani di colore e ragazze entrare in amicizia, salire in auto con loro ed è logico, lapalissiano che scatti l’amore, il sesso, l’affezione e siamo certi, si vedranno anche matrimoni multietnici in una società in continua evoluzione.
Ricordiamo una citazione, ma non il suo autore che condividiamo ed è rimasta impressa nella mente: “se sulla terra giungesse un cataclisma e dovessi salvare la specie avendo un’unica astronave, ci farei salire su una giovane donna bianca e un giovane di colore”.
Questo per far comprendere che la crescita generale della società si ha con la diversità, ne siamo pienamente convinti.
Ci stupisce invece il livore nel tentare di minimizzare e sminuire una notizia vera nella sua realtà nuda e cruda. Ci sono giovani di colore, alti robusti e attraenti che sono oramai integrati e hanno le giuste conoscenze, avvicinati da ragazze e ahimè anche da signore, per scopi, definiamoli eufemisticamente amicali: ma cosa c’è di male?
Nulla. E’ risaputo che ad Isernia e in generale in tutto il Molise, vi è una predilezione per le extracomunitarie da parte del sesso maschile. Nei centri storici pullulano le “case” in cui trova ristoro il sesso forte. Vi è un fiorire continuo di night club con donnine straniere in perizoma in attesa del cliente, che non stupisce nessuno in quanto secondo la becera mentalità maschilista l’uomo può, ma la donna no!
Per quale motivo stupirsi del contrario?
In questo contesto si sono riversati fiumi di post, di like e di condivisioni, su un argomento che di scandaloso ha poco o nulla, rientra nella consuetudine del vivere, anche quando ad approfittare delle prestanze dei giovani ospiti di colore, sono donne di una certa età coniugate o al limite del divorzio. Di cosa ci dovremmo stupire?
Oltre alla morale cristiana dettata dalla chiesa che pone veti e vincoli, chi non è cattolico e non ha fede, ha la facoltà di fare quello che vuole in uno Stato libero e democratico come il nostro e allora di cosa bisognerebbe scandalizzarsi?
Citiamo solo una riflessione al limite del cabaret di un noto politico molisano su questa notizia: “sono solo le donne brutte che non escono mai di casa e nessuno le vuole, ad andare con questi ragazzi, quelle belle sono impegnate con noi bianchi. I giovani di colore si adoperano quindi per un servizio sociale!”
Non bisogna nemmeno scandalizzarsi dell’adescaggio in alcune strutture molisane dei ragazzi di colore da parte di omosessuali, come ci riferiscono in tanti, che giungono di sera anche dalla provincia di Benevento e con regalie coinvolgono i giovani in rapporti definiamoli innaturali? Qui qualche veto lo metteremmo, senza essere tacciati di razzismo.
E’ anche per questo motivo che le nuove regole dettate dalle prefetture direttamente alle cooperative di gestione dei migranti, prevedono che si adotti un registro di entrata ed uscita degli ospiti, situazione che cozza con i diritti dei profughi alla libertà di movimento, in quanto liberi cittadini per lo Stato italiano, rientrerebbe in una opera impropria di polizia, ma forse necessaria a salvaguardare la loro salute?
Infatti, l’unica vera sacrosanta inquietudine è dettata dalla controversa questione sanitaria, alla preoccupazione diffusa che possano diffondersi malattie epidemiche e veneree, di cui abbiamo chiesto lumi direttamente alla fonte, al Direttore Sanitario Asrem Molise Antonio Lucchetti, il quale garantisce che i profughi nel Molise godono di ottima salute, in quanto controllati, rispetto alla gente del posto che spesso porta con se delle patologie epidemiche che possono trasferirsi ai ragazzi di colore, per stili di vita definiamoli “borderline” dei molisani.
In questo contesto, l’unico avviso di grande attenzione bisogna farlo ai giovani migranti: usate i contraccettivi altrimenti potrete incorrere in malattie scampate in Africa.
Sarebbe davvero assurdo per loro contrarre in Italia il virus Hiv di cui vi è una percentuale in crescita o altre patologie virali, mai desuete come la sifilide.
Risulterebbe paradossale, scampati alle guerre, alla morte sulle carrette del mare, giungere in buona salute, per poi morire nel Molise per gravi malattie infettive!






























