Presentato in Prefettura ad Isernia il rapporto della Banca d’Italia sull’economia del Molise. Un quadro a tinte fosche che mette in luce il ritardo cronico della nostra regione ad agganciare la ripresa economica. Ad illustrare i dati è stata Dealma Fronzi, direttrice della succursale molisana di Bankitalia.
Nella prima parte dell’anno in Molise l’attività economica ha continuato a espandersi in misura moderata. Nell’industria in senso stretto l’attività è cresciuta soprattutto per le imprese più grandi e con una maggiore apertura ai mercati esteri. Il contributo della domanda interna è rimasto poco vigoroso.
Le esportazioni si sono ridotte, risentendo del sensibile calo delle vendite all’estero dell’industria metallurgica, caratterizzate da un’elevata volatilità. Il processo d’accumulazione di capitale rimane debole, frenato dalle ancora incerte prospettive di domanda. Nelle costruzioni il riavvio della produzione stenta a consolidarsi, mentre nel terziario il livello d’attività economica rimane nel complesso debole.
Le condizioni del mercato del lavoro sono peggiorate. Nei primi sei mesi dell’anno l’occupazione si è ridotta dopo un triennio di significativa crescita. Le persone in cerca di occupazione sono aumentate, riflettendo anche il ridimensionamento della popolazione precedentemente inattiva.
Nei primi mesi dell’anno il credito in regione ha continuato a diminuire. La flessione ha interessato il settore produttivo, dove i programmi di investimento ancora esigui e le condizioni di liquidità favorevoli hanno concorso a contenere l’espansione della domanda di finanziamenti; è invece proseguita la crescita dei prestiti alle famiglie.
La qualità del credito è migliorata sia per le imprese sia per le famiglie; il deterioramento dei prestiti si è ridotto, attenuando il divario con i valori nazionali e con quelli raggiunti prima dell’insorgere della crisi. Questo in sintesi quanto emerge rapporto dell’Economia del Molise stilato dalla Banca d’Italia.





























