La scuola non è uguale per tutti. Presentato Ecosistema Scuola 2018 di Legambiente. Si evidenziano sempre maggiori sperequazioni fra i territori: più trasporti, mense e progetti educativi per chi va a scuola nelle regioni del centro e soprattutto del nord, mentre al sud due studenti su quattro sono esclusi dai servizi base. Anche gli edifici scolastici fanno la differenza. Il patrimonio edilizio scolastico diffuso, al centro e nel settentrione è mediamente più controllato, sicuro e manutenuto di quello diffuso nel meridione e nelle isole.
Per quanto riguarda il Molise entra in graduatoria il solo Comune di Campobasso (60º), mentre Isernia ancora una volta non invia dati e ne resta esclusa. Le scuole del capoluogo sono di più recente costruzione rispetto alla media nazionale, 68,8% quelle costruite post legge antisismica del ’74 (36,4% il dato medio nazionale), tra queste ben il 12,5% dopo il 2001. Tutte le scuole sono poste in edifici nati con questa destinazione d’uso, il 56,3% è stato edificato secondo criteri antisismici, nessuno secondo quelli della bioedilizia.
In tutte è stata realizzata la verifica di vulnerabilità sismica, obbligatoria per legge soprattutto per i Comuni in area ad alto rischio sismico come Campobasso. Gli edifici che hanno goduto di manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni sono il 75%, mentre il 12,5% ha beneficiato di indagini diagnostiche dei solai; a necessitare di manutenzione urgente è il 31,3%. Per quanto riguarda le certificazioni di messa a norma, tutte le scuole hanno il certificato di collaudo statico, la certificazione igienico-sanitaria, impianti elettrici a norma, requisiti di accessibilità. Tuttavia solo il 25% risulta possedere l’agibilità, il 28,6% il certificato di prevenzione incendi.
Gli stanziamenti e i fondi spesi sia per la manutenzione straordinaria che ordinaria sono tutti sotto la media nazionale. Se a Campobasso il servizio di scuolabus viene messo a disposizione del 37,5% di scuole, dato sopra la media nazionale di quasi 15 punti percentuali, nessun servizio di pedibus risulta attivato, inoltre nelle aree antistanti le scuole non sono presenti piste ciclabili. Alcun finanziamento previsto per i progetti educativi nelle scuole o per iniziative extrascolastiche rivolte agli under 14.
La raccolta differenziata nelle scuole non risulta attivata per alcun materiale.
Più incoraggianti i dati sulle mense scolastiche: in tutte vengono serviti pasti bio (la media di biologico tuttavia è del 40% contro il 53,9% delle media nazionale), utilizzati prodotti DOP e IGP, differenziati i pasti per esigenze culturali e religiose, favorita la stagionalità degli alimenti e i prodotti a km 0. In tutte le mense, tuttavia, vengono ancora utilizzate stoviglie monouso.
Nelle scuole del capoluogo molisano non si utilizzano fonti d’energia rinnovabile. Sul fronte rischio ambientale, non risultano monitoraggi per rilevare la presenza di amianto e di radon.
I progetti educativi, importantissimi anche per l’apprendimento attivo e le competenze di cittadinanza, dal 2012 ad oggi calano di oltre 10 punti percentuali fermandosi al 72% delle scuole, con una spesa media a studente di circa 11 euro, con situazioni molto differenti tra loro: dall’eccellenza di città virtuose come Reggio Emilia, che investe una media di più di 160 euro a studente, fino ad un nutrito numero di amministrazioni che purtroppo non investono affatto, come Avellino, Caltanissetta, Campobasso, Catanzaro, Chieti, Cosenza, Crotone, Cuneo, Gorizia, Matera, Messina, Reggio Calabria, Rieti, Rimini, Rovigo, Sassari, Varese.






























