Entra nel vivo il corso per apicoltori voluto dall’amministrazione comunale di Riccia in collaborazione con il gruppo paritetico Volape. Questa mattina, nella sala del Beato Stefano a Riccia, sessanta potenziali giovani apicoltori, provenienti da Riccia e comuni limitrofi, si ritrovano per la seconda lezione del corso, coordinato dal prof. Antonio De Cristoforo dell’Università del Molise, Entomologo di fama mondiale.

Lo scopo è quello di apprendere le nozioni fondamentali per avviarsi all’apicoltura, un’attività dai numerosi risvolti. Fin dall’antichità le api sono sempre state tenute in grande considerazione per il loro apporto quali produttrici di miele, una sostanza preziosa e oggi grandemente rivalutata nella dieta e nell’uso quotidiani. Altri prodotti derivati trovano addirittura un impiego non solo alimentare ma anche terapeutico e curativa: pensiamo alle proprietà della propoli, solo per fare un esempio, o alla pappa reale o ancora alla cera d’api. È noto, inoltre, come le api e l’apicoltura in genere siano molto importanti per il controllo ambientale. L’ape è un insetto molto sensibile alla qualità dell’ambiente e gli apicoltori sono dunque le prime sentinelle dell’ambiente in cui viviamo.

Dunque opportunità di lavoro e possibilità di integrazione del reddito agricolo, ma non solo, come sottolinea Gabriele Maglieri, assessore all’agricoltura del comune di Riccia, tra i principali promotori del corso che come detto, nasce da un protocollo d’intesa tra comune di Riccia e gruppo paritetico Volape, con la collaborazione dell’APAM (associazione produttori apistici molisani) e che si avvale della collaborazione oltre che del professor De Cristoforo, di Riccardo Terriaca, direttore consorzio nazionale produttori apistici e di Giovanna Cuomo, presidente FAI Molise.

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