Fanalino di coda la Spagna con 7,2 mld, la Francia con 6,7 mld, la Germania con 6,6 mld, l’Inghilterra con 6,1 mld, chiude la Danimarca con 2,2 mld. Una ‘tassa occulta’ di 6.914 euro l’anno che grava su ogni contribuente italiano contro i 1.310 euro dei francesi, i 1.290 euro dei britannici, i 1.250 euro dei tedeschi, i 1.180 euro degli spagnoli, i 1.120 euro degli olandesi, i 960 dei greci ed i 860 euro degli svedesi. Mediamente gli italiani pagano quattro volte quanto pagano i francesi, tedeschi, inglesi e spagnoli.
L’indagine ha preso in considerazione tutti i costi per la compilazione della dichiarazione dei redditi, IVA e sostituti d’imposta, degli studi di settore, del calcolo del redditometro, dello spesometro, comunicazioni operazioni IVA, del disbrigo delle pratiche fiscali, del costo per l’acquisto dei software fiscali, della tenuta della contabilita’, della trasmissione telematica, della gestione dei crediti fiscali e degli avvisi bonari, delle istanze in autotutela, del contenzioso tributario, degli adempimenti per la privacy e per l’antiriciclaggio e della formazione del personale per gli adempimenti in materia contabile e fiscale.
L’indagine ha analizzato anche il tempo richiesto dalla burocrazia fiscale, sottratto alla produzione. In media, si perdono 121 ore, pari a 15 giornate lavorative, per ciascun addetto, nelle micro aziende, per scendere a 104 ore, pari a 13 giornate, per ciascun addetto, per le piccole aziende, a 88 ore, pari a 11 giorni, per ciascun addetto, per le medie imprese.
“L’inefficienza della amministrazione finanziaria, l’applicazione spesso cervellotica di leggi, circolari e regolamenti vari – commenta Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – richiede una svolta epocale. Bisogna smetterla di vessare i contribuenti trattandoli come sudditi. Serve un rapporto piu’ equo tra fisco e contribuente incentrato sulla tax compliance, come avviene da tempo nei principali paesi europei”































