Iorio convince il Consiglio, Toma assente, Pallante prova inutilmente a bloccare il voto, Tiberio marca il territorio, D’Egidio vota con l’ex presidente

C’è il rischio che il governo impugni la proposta di legge appena approvata dal Consiglio regionale del Molise. Ma il rischio, calcolato dall’aula, non ne ha impedito l’approvazione per lanciare a Toma e a Roma un chiaro segnale politico: i molisani hanno bisogno di una rete per l’emergenza che dia ai cittadini la certezza di un intervento territoriale imperniato sul Servizio di Emergenza del 118 cui si affianca una rete inter – ospedaliera coordinata, imperniata sul modello esistente di hub e spoke. In altre parole, si tratta di una legge per l’organizzazione dei pronto soccorso in Molise.

Undici i voti favorevoli: Iorio, Romagnuolo e Calenda che due anni fa hanno presentato la Pdl in questione con il voto favorevole dei sei consiglieri cinquestelle e i due del Partito Democratico.

Sette gli astenuti, i componenti della maggioranza.

Assente Andrea Di Lucente.

Criticata l’assenza del presidente di Regione nonché commissario ad acta alla sanità Donato Toma.

A tenere sotto controllo la situazione, si aggirava nei corridoi del piano terra di Palazzo D’Aimmo l’addetto di segreteria del governatore Maurizio Tiberio. A comunicarlo urbi et orbi è Andrea Greco che si domanda: “visto che la Calenda vota a favore, non è che adesso ci ritroviamo di nuovo assessore Maurizio Tiberio?”.

 In aula, a tentare di fermare l’avanzata di un voto a rischio di impugnazione ma che rappresenta una chiara volontà politica del Molise a Roma, dove tutto si decide sulla sanità e dove i vari commissari succedutisi dal 2013 ad oggi sono stati degli “yes man”del tavolo tecnico che sta letteralmente massacrando il nostro territorio.

La “provocazione interistituzionale rappresenta il peggior schiaffo che Toma e il suo centrodestra potessero ricevere” dichiara la Fanelli evidenziando che i promotori della proposta di legge sono tre consiglieri eletti nel centrodestra.

Quintino Pallante, assessore regionale di FDI ma contrario alle iniziative del suo partito su territorio molisano, chiede la verifica sulla procedibilità del voto.

Si va avanti comunque consapevoli del fatto che la forma non può annullare la sostanza, e cioè che il Molise ha bisogno di servizi sanitari.

Vincenzo Niro si rammarica per il mancato rinvio dell’argomento vista l’assenza di Toma dimenticando che sono loro maggioranza e sono loro che dovrebbero organizzare lavori garantendo i numeri al loro presidente. E lui, l’assessore che pare vada in lungo e in largo a bocciare l’operato di Toma indicandone la sua incandidabilità nel futuro, critica coloro che chiedono un ritorno alle urne in Molise prima del 2023.

E se è necessaria un procedura rischiosa per far arrivare a Roma il grido d’allarme dei cittadini, allora vorrà dire che le forze politiche romane a partire dal ministro Gelmini di Forza Italia dovranno prendere atto di quanto accade in questo lembo di terra sul quale non pare cadere lo sguardo.

Non è invece passato l’inserimento dell’emendamento, sempre proposto da Iorio, sull’applicazione della legge 234 del 2021 approvata dal governo nazionale e che prevede lo slittamento da giugno a dicembre 2022 del periodo di maturazione per il diritto dei precari Covid (infermieri e OSS) a poter essere stabilizzati.

“Abbiamo imitato la buona pratica della Regione Sicilia” spiega Michele Iorio che ha poi annunciato che non rinuncerà a quest’altra battaglia presentando “già oggi un’altra Proposta di legge” per il riconoscimento di diritti ancora non maturati a causa del ritardo applicato dall’Asrem per il reclutamento del personale in questione.

Articolo precedenteTORNEO DI CORPUS DOMINI – UNDER 17 “Il volo e i colori del calcio con i Misteri” dal 15 al 18 giugno 2022
Articolo successivoFeste patronali venafrane alle porte e già si mette in moto la macchina organizzativa per il secondo appuntamento festivo popolare in onore della Madonna del Carmine