di Tonino Atella
I funghi e la loro ricerca per gustarne poi sapori ed aromi a tavola. Ovvero i funghi un’autentica passione assai diffusa. In tanti ne vanno alla ricerca, scalando colline e montagne, attraversando boschi ed incamminandosi su immensi prati verdi alla ricerca del naturale frutto micologico, il fungo appunto. Si può andare liberamente alla ricerca di funghi, senza permessi e regole precise? Un tempo si, oggi non più. Per calmierare la ricerca ed evitare raccolte scriteriate e senza il rispetto della natura, si è opportunamente deciso da anni che il cercatore/la cercatrice di funghi debba avere un regolare permesso, ossia essere in possesso di tesserino di idoneità per ricerca e raccolta dei funghi epigei, documento che si rilascia a seguito di regolare corso ed esame finale di idoneità. In parole si deve essere informati, esperti e territorialmente educati.

Se sprovvisti dell’essenziale tesserino, evitate di cercarne, perché i controlli sono serrati e le sanzioni pecuniarie salatissime. Ed allora, tesserino di idoneità in tasca, quali funghi cercare e raccogliere per poi cucinarli e gustarli ? C’è una regola basilare da tener sempre presente : raccogliere solo i funghi che si conoscono, lasciando perdere tutti gli altri di cui non si é certi per prevenire problemi di salute. Tanti saranno anche belli a vedersi, ma meglio non raccogliere funghi che non si conoscono ! Come eseguire la raccolta ? Attrezzati con paniere in mano, lasciando a casa le buste di plastica; questa è prima essenziale regola. Il paniere di vimini consente infatti di lasciar cadere a terra e seminare naturalmente le spore del fungo raccolto, facilitandone così la riproduzione. Quali le specie micologiche commestibili ? Tante e varie a seconda le stagioni e gli ambienti.

Nel periodo autunnale, giusto per citare, si trovano l’ottimo “chiodino di pioppo” (“cinque forchette” è la sua denominazione culinario/micologica, ossia eccellente !) e a seguire i prataioli, le famigliole, l’ovolo, le mazze di tamburo, i gialletti o galletti, mentre a breve dalle prime nevi collinari spunterà fuori il saporitissimo ordinale o cardinale, appunto il fungo del freddo. Non accenniamo al rinomatissimo porcino in quanto con le basse temperature non appare, essendo un fungo che predilige il caldo. La chiusura col fungo da evitare di raccogliere, assolutamente: l’amanite falloide, fungo purtroppo mortale ! E’ bello a vedersi, somiglia tanto ad immagini ed ambienti dei cartoni animati, ma va senz’altro lasciato perdere, rimanendolo là dove sta, senza nemmeno sfiorarlo ! Ed allora buona ricerca e buon appetito coi tanti funghi commestibili del nostro territorio, usando sempre massima attenzione ed accortezza nella loro ricerca, unitamente al rispetto dell’ambiente, della natura e del territorio.






























