Riceviamo e pubblichiamo articolo inviatoci dal collega Tonino Atella.

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“Chiediamo, in via straordinaria e nelle more dell’assegnazione definitiva in base a graduatorie e requisiti, l’assegnazione di un alloggio di edilizia popolare a Venafro. Dal 17 gennaio del 2014 viviamo in condizioni impossibili e disumane in una baracca metallica, gelatissima in questo periodo tanto da aver toccato anche i – 8°, tra gli oliveti del Campaglione dove tra l’altro non disponiamo nemmeno di un wc e di energia elettrica. Mia moglie Paola, 53enne, è invalida e cieca civile, mentre personalmente ho necessità di sottopormi ad operazione d’ernia. Facciamo appello al Prefetto d’Isernia, all’assessore regionale alle politiche sociali, Pietraroia, alla Diocesi d’Isernia/Venafro ed a tutte le istituzioni pubbliche preposte perché finalmente si risolva il nostro dramma abitativo.

Dato il gelo del periodo non riusciamo più a fronteggiare la situazione, per cui chiediamo aiuto. Per il resto non staremo a sollecitare nessun altro tipo d’intervento riuscendo ad andare avanti con le nostre pur modestissime risorse, rappresentate dagli assegni d’invalidità di mia moglie e dal mio personale lavoro nell’uliveto del Campaglione”. Sono le esplicite affermazioni del 57enne Pasquale perché finalmente le istituzioni tolgano lui e la moglie dall’impossibile condizione di vita nella baracca alle spalle della Cattedrale di Venafro, dove si ritrovano a sopravvivere ormai da un anno. Parole che non hanno bisogno di commento alcuno, data la loro portata socio/umanitaria.

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