“Non c’è nulla di più triste che utilizzare i giovani a fini propagandistici, come oggetti da esporre in vetrina, per questo Sel ritiene fondamentale spalancare la Camera ai giovani abbassando la soglia di eleggibilità ai 18 anni”. Lo ha affermato l’On. Lara Ricciatti (Sel) durante i lavori alla Camera dei Deputati sul disegno di legge costituzionale che dovrebbe superare il bicameralismo perfetto.
L’emendamento, sostenuto anche dalle altre minoranze, è stato però bocciato dalla Camera. “Una decisione incomprensibile – commenta la deputata di Sel -, questa misura poteva essere utile per cercare di colmare il vuoto tra giovani e istituzioni, ma anche per correggere un curioso paradosso che vedrà probabilmente un Senato aperto ai diciottenni (in quanto eletti con le leggi elettorali per le regionali) mentre alla Camera resterà la soglia di accesso più alta dei 25 anni”.
“Il nostro emendamento voleva essere uno strumento per chiamare le giovani generazioni ad assumersi la responsabilità del proprio futuro. In questi giorni si cita spesso Pertini – conclude Ricciatti – a me piace ricordare la frase pronunciata nel discorso di fine anno del 1978, quando diceva che i giovani non hanno bisogno di sermoni ma di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo. Avremmo fatto, forse, miglior servizio al ricordo del presidente Pertini cercando di costruire il perimetro di quell’area che per le giovani generazioni si chiama futuro e che per noi poteva essere un gesto di generosità e coraggio. Ma evidentemente la maggioranza dell’Aula non l’ha pensata così”.































