di Tonino Atella
L’auto-decomposizione di quanto di solito donne, uomini, fanciulli, bambini e giovani sono portati a lasciare a terra, abbandonando di tutto e dappertutto senza curarsi, meglio senza preoccuparsi del loro smaltimento al fine di conservare integri natura, aria ed ambiente per quanti arriveranno dopo di noi che, gente del terzo millennio, siamo portati a sporcare ed insozzare in barba alle regole minime del vivere civile nel rispetto degli altri? Per tanti versi, e per numerosi prodotti che sempre più volentieri scaraventiamo e lasciamo a terra o nelle acque, l’auto-decomposizione o auto/distruzione è autentica chimera, ossia cosa irrealizzabile vista la natura e la composizione dei prodotti che quotidianamente maneggiamo, usiamo ed alla fine, aimè, abbandoniamo ovunque appena possibile ! Ed allora, per dare l’idea precisa di quanto ogni giorno si combina in punto d’inciviltà e d’ignoranza, spazio all’elenco dettagliato del tempo che resteranno a terra o nelle acque i prodotti dell’uso comune se continuiamo a gettarli via lungo le strade, su un prato, in un bosco, nei fiumi, a mare o altrove, piuttosto che riporli nei contenitori appositi, smaltendoli come la legge impone. Eccoli “i nostri nemici più pericolosi” relativamente alla salvaguardia dell’ambiente, da un manifesto affisso in un Comune molisano sul quale si legge che “se mi butti a terra, ci resterò per tutti questi anni”, ossia accendini buttati via senza la minima preoccupazione impiegheranno 100 anni per decomporsi, le lattine in alluminioben 10 anni, per i sacchetti e le bottiglie di plastica ce ne vorranno ben 1.000 anni di anni, il tessuto sintetico richiede 600 anni, anche per il chewing-gum occorrono ben 5 anni, i fazzolettini di cartarichiedono 7 settimane per scomparire, assorbenti e pannolini prevedono 200 anni, i mozziconi di sigarette i loro 2 anni, cottonfioc 100 anni buoni,mentre per le bottiglie di vetro tempo resta indefinito ! Un elenco decisamente allarmante che deve far riflettere e, auguriamocelo, indurre a comportamenti diversi e più responsabili in materia di rispetto e difesa dell’ambiente, e quindi dello stesso genere umano.




























