Il CIDI (Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti) di Campobasso, da sempre impegnato nel miglioramento delle pratiche didattiche e nella tutela dei diritti degli studenti, intende prendere posizione netta contro le ordinanze sindacali, che hanno disposto di rinviare l’inizio delle attività didattiche a Campobasso per motivi di sicurezza pubblica.
Pertanto, nel ribadire la propria posizione di massima attenzione al grave problema della sicurezza delle scuole, che rappresenta un obiettivo nevralgico da conseguire a livello nazionale e da assolvere senz’altro in via prioritaria in Molise, nel segno del rispetto delle sciagurate conseguenze determinate dal sisma del 2002, il CIDI ritiene, tuttavia, doveroso stigmatizzare l’intempestività dei provvedimenti adottati dal Sindaco Gino Di Bartolomeo.
È apparso, infatti, del tutto improduttivo aver rinviato le attività didattiche a poche ore dall’apertura decisa dal calendario regionale alla luce della comune consapevolezza dell’impossibilità di poter risolvere davvero i problemi di messa in sicurezza degli edifici scolastici entro l’anno scolastico 2012/2013, tanto più che il Sindaco sembra essersi semplicemente appellato a decisioni ed a rassicurazioni che il 19 settembre dovrebbero pervenire da Roma e si sia concentrato in particolare sull’aspetto afferente alla certificazione prevenzione incendi.
La finalità, cioè, sembra essere non quella di rendere sicura la scuola campobassana, ma piuttosto tranquillizzare il primo cittadino, le cui ordinanze , dunque, più che appellarsi ad autentici criteri di legalità e di responsabilità etica, sembrano rispondere a timori diversi e di responsabilità personale, pur nella coscienza che la questione è purtroppo frutto di disattenzioni anche passate ed espresse da attori differenti.
Intanto la chiusura della scuola sta sortendo effetti assai negativi sui cittadini del capoluogo e il CIDI esprime la sua solidarietà ai dirigenti scolastici, ai docenti e ai lavoratori ATA, agli studenti lesi nel diritto all’istruzione, alle madri lavoratrici, che hanno grandi difficoltà a tutelare adeguatamente i propri figli privati del pubblico servizio assicurato loro dalla scuola.