Una società che affida ai servizi psichiatrici la cura del Mal di Vivere, è una società malata perché scarica le proprie responsabilità sul sistema sanitario e non si rimette in discussione.

E’ troppo facile nascondersi dietro l’alibi della cura terapeutica del diverso, del dissenziente, della persona fragile, di chi soffre di solitudine, di quanti si sono stancati di correre verso il vuoto culturale e di chi è stato sconfitto dalla vita.
Il disagio sociale che ha causato il moltiplicarsi dei suicidi in Italia è in gran parte legato con la crisi economica, i fallimenti, i licenziamenti e l’impossibilità di reggere  l’impresa o di non poter più assicurare il sostentamento alla famiglia. Ma c’è una parte crescente di persone che decidono di farla finita per altre ragioni, che non vengono indagate, perché fa comodo a tutti inquadrasi nel doppio schema circa la cause scatenanti. O trattasi di malattia e quindi si delega il tutto alla Psichiatria, oppure è un problema economico. Tertium non datur !

Non è così. Ci sono tante persone che non si riconoscono in un modello culturale arido, egoista, autoreferenziale, consumista, mercificante e carrierista, che ha sepolto il Noi e innalzato sugli altari l’Io. In quanti si sentono falliti rispetto alle aspettative degli amici, dei familiari o anche rispetto a sé stessi, perché non dispongono di beni di lusso, di seconde e terze case, di abiti griffati, o non hanno primeggiato nei propri ambiti di attività ? C’è un disvalore che ha segnato un mutamento antropologico nell’ultimo ventennio ed è entrato nel DNA delle persone. Vince solo il primo, il più ricco, il più potente, chi raggiunge il successo e dalla vetta suscita l’emulazione ostentando gli status symbol della vittoria.

Gli altri, in gran parte, inseguono e provano a truffare, ingannare, frodare, imbrogliare le carte, vendersi, corrompere o essere corrotti. Ed è questa  corsa  la vera follia ! Chi perde la sfida si sente smarrito e non ha gli anticorpi della sobrietà, del vivere in reciprocità, del sentirsi all’interno di una comunità o più banalmente della solidarietà. Questo è il cancro che distrugge le società evolute e trasforma gli uomini in lupi.

L’appello sui suicidi, sul disagio sociale crescente e sul Mal di Vivere, intendeva avviare una riflessione più profonda su cui è chiamata in causa l’intera società, il modello culturale imperante e l’esigenza di rimetterlo in discussione. O siamo veramente convinti, che tutti coloro che non ce la fanno a proseguire nel cammino della vita, sono vittime della crisi economica o soffrono di disturbi mentali ?

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