IL “ FENOMENO “ INCONTRA CRESCENTI CONSENSI TRA GLI ACQUIRENTI MOLISANI DI TUTTE LE CLASSI SOCIALI.
Il “ Fenomeno Cina “ è ormai una realtà commerciale di fatto anche nell’isernino. Dopo il ” Maxi Cina “ aperto da tempo a Roccaranvindola, e caratterizzato da costante e consistente afflusso di clienti di ogni età ed estrazione sociale, dalla scorsa settimana altro enorme punto/vendita di prodotti di ogni genere -dall’elettronica all’oggettistica, dall’abbigliamento alle calzature, dall’arredo della casa ai profumi, dai regali a tant’altro- ha aperto i battenti un nuovo ed assai più ampio centro commerciale omonimo lungo la piana di Macchia d’Isernia, sistemandosi in parte dei capannoni precedentemente occupati da altra nota aziendale commerciale dell’isernino da poco chiusa. Sul piazzale antistante il neo “ Maxi Cina “ di Macchia d’Isernia si notano continuativamente centinaia di auto in sosta di acquirenti, che evidentemente trovano convenienza nei prodotti e nei prezzi proposti dall’attività orientale.
Questa, che con tutta probabilità é dello stesso gruppo finanziario del Paese dell’estremo oriente presente anche a Roccaravindola, occupa esclusivamente addetti cinesi d’ambo i sessi. Si diceva dell’afflusso e della natura della clientela che abitualmente frequenta i due “ Maxi Cina “ di Roccaravindola e Macchia d’Isernia ; sono di ogni età, d’ambo i sessi e di diversa professione ed estrazione sociale. All’inizio, quando aprì il “Maxi Cina” di Roccaravindola, la clientela era prevalentemente di natura operaia e borghese. Vi si notavano per lo più casalinghe, giovani ed operai alla ricerca del prodotto nuovo, insolito e soprattutto del risparmio. Oggi nei due megacapannoni di “ Maxi Cina “ presenti nell’isernino è facile incontrare anche professionisti, impiegati e giovani, che comprano di tutto evidentemente perché soddisfatti qualitativamente e nei prezzi.
I titolari e gli addetti di entrambi i centri commerciali orientali, tutti -come innanzi specificato- tassativamente giovani cinesi d’ambo i sessi, fanno del loro meglio per soddisfare ogni richiesta, aiutare a trovare il prodotto desiderato ed illustrarne natura e qualità, controllando discretamente che tutto avvenga nella norma. Non risparmiano sorrisi, saluti e cadenze di voce particolari nell’accogliere la clientela e quando l’acquirente lascia il centro, cercando di mettere ognuno a proprio agio. Sottolineata la consistenza finanziaria e commerciale di tale “ Fenomeno Cina “ nell’isernino, e in prospettiva la sua portata e incidenza sull’intera economia molisana anche alla luce della contenuta realtà finanziaria del commercio alto molisano, con tale “ Fenomeno “ commerciale orientale d’ora innanzi si dovrà per forza di cose fare i conti, confrontandosi su prezzi, qualità e prodotti proposti.
In effetti, oltre a costi e qualità dei prodotti che i due “ Maxi Cina “ di Roccaravindola e Macchia d’Isernia propongono alla clientela molisana, è da sottolineare la provenienza di quanto esposto in tali scaffali, tutto assolutamente cinese, ossia “Made in Cina”. Fermo restando il libero mercato, il riscontro rappresenta un duro colpo per il ”Made in Italy”, con tutte le implicazioni per il lavoro, l’occupazione e l’economia del nostro Paese. In chiusura un interrogativo propostoci da tanti lettori, abituali frequentatori dei due “ Maxi Cina “ dell’isernino : “Dove vivono, dormono, mangiano, s’intrattengono durante l’orario di riposo ect. -si chiedono in molti- le decine e decine di giovani cinesi d’ambo i sessi che lavorano in tali centri commerciali orientali ? In giro non si vedono affatto né per svago né per altro, per cui la curiosità sui loro sistemi di vita è tanta”. Nel frattempo, comunque, il “ Fenomeno Cina “ è atterrato anche in Molise, con tutte le implicazioni del caso !
di Tonino Atella






























