Il “Grande Molise” con un milione di oriundi è nel Mondo e aspetta un nostro cenno per riprendere un contatto, riavviare un dialogo e ricucire quel legame identitario che né il tempo e né le distanze potranno mai annullare.

Pur apprezzando una maggiore consapevolezza della classe dirigente regionale che negli ultimi anni si è mostrata più attenta alle potenzialità economiche, sociali, turistiche e culturali, connesse con le nostre comunità all’estero, c’è ancora tanta strada da fare per assumere a priorità strategica, per un territorio di 320 mila abitanti, in un Villaggio Globale, i rapporti con il “GRANDE MOLISE” che è dislocato nelle principali capitali dei cinque continenti.

L’esempio degli Stati Uniti è emblematico. È bastata una modesta delegazione del Comune di Cercemaggiore nel 2008 per riannodare i fili con l’area di Waterbury (Connecticut) dove sono presenti 20 mila molisani. È stato sufficiente muoversi per essere ricevuti dal Vice-Governatore dello Stato ad Hartford, sfilare insieme a loro al Memorial Day, tenere eventi con le principali autorità locali interloquendo con gli organi di stampa, le istituzioni e Yale University.

Da quello scambio è maturata la presenza di autorità americane alle celebrazioni del 600° anniversario della Madonna della Libera a Cercemaggiore e solo dall’area di Waterbury sono arrivati in Molise oltre 100 emigranti, alcuni dei quali nati negli Stati Uniti e mai venuti in Italia.

Si fermeranno con noi alcune settimane e ci aiuteranno ad ampliare i nostri orizzonti, a farci capire che il Mondo è più grande delle nostre contrade.

La loro presenza assume anche un valore economico per ristoranti, alberghi e operatori turistici, è uno stimolo per elevare le nostre capacità di accoglienza e ci spinge a investire di più sugli scambi interculturali.

Per questo ritengo doverosa e saggia la decisione della Presidenza del Consiglio Regionale di salutare le autorità americane e una delegazione di emigranti giunti a Cercemaggiore nel pomeriggio di oggi alle 16.30, perché nella società delle comunicazioni anche gli atti simbolici assumono rilievo e sono più importanti di tante analisi sofisticate, ma aride.

Articolo precedenteMomenti di tensione alla tradizionale cerimonia di accensione dei forni dello Zuccherificio del Molise
Articolo successivoVenafro. Lavori di piazza Castello, le carte finiscono in procura