Da quanto tempo, noi di Confindustria, chiediamo di rivedere la situazione in cui si trovano le aziende del Nucleo Industriale di Termoli, per i noti problemi che sappiamo? Da quanto tempo, noi di Confindustria, chiediamo che ci sia maggiore attenzione per quelle aziende che da decenni danno lavoro e occupazione, senza essere ascoltati da chi di dovere?
Cosa ha indotto il sindaco Di Brino a cambiare atteggiamento sullo sviluppo industriale dell’area di Termoli che avrebbe, a suo dire, una vocazione solo turistica? Meno di un mese fa, lo stesso sindaco dichiarava di essere contrario all’ampliamento di tutte le industrie chimiche dell’area termolese – ribadendolo nuovamente ieri – mentre oggi si pone il problema dei posti di lavoro che si stanno perdendo e chiede, insieme all’amministrazione, lo “stato di crisi” per il Nucleo.
Cosa c’è di nuovo? Non si rende conto che l’occupazione di Termoli viene fatta proprio da quelle aziende che lui e la sua amministrazione vorrebbero chiudere?
Se la sua “conversione” è genuina e con coerenza riguarda tutte le tipologie di aziende, purché siano rispettose della sicurezza e della salute dei lavoratori e dei cittadini, siamo disponibili da subito ad intraprendere con lui qualsiasi iniziativa volta a rilanciare il Nucleo Industriale.
Se però, come temiamo, il Sindaco Di Brino permane in uno stato confusionale che lo pone in una situazione di alternatività tra turismo e industria, saremo costretti ad assecondare i processi di dismissione posti in essere da quelle aziende che non troveranno più sopportabile l’ostilità manifestata dal contesto termolese”.































