di Tonino Atella
Appare doveroso che anche le istituzioni pubbliche molisane ricordino Zio Nicandro Franchitti di Pozzilli, uno tra “I Giusti tra le Nazioni” e cittadino onorario dello Stato di Israele per quanto dall’uomo fatto a favore degli ebrei della Capitale nel corso del secondo conflitto mondiale, soccorrendo e aiutando coloro che vivevano nel ghetto ebreo di Roma perché sfuggissero alla furia nazista. Il Comune di Pozzilli in anni recenti ha ricordato la figura e le opere del proprio concittadino dedicandogli una strada, ma altro ancora merita senz’altro Zio Nicandro per la propria abnegazione verso l’altra razza nella prima metà degli anni ’40. Metteva addirittura a repentaglio la vita propria e quella di moglie e figli che vivevano con lui a Roma (la famiglia Franchitti era nella Città Eterna per il lavoro del capofamiglia) pur di soccorrere coloro che sapeva in pericolo o in difficoltà. Alla luce di questo e tant’altro soprattutto il mondo della scuola dovrebbe ricordare con iniziative appropriate la figura del coraggioso ed altruista molisano, per anni prodigatosi per gli ebrei soccorrendoli in tutti i modi. Addirittura toglieva da casa sua, consenziente la moglie, per portare alle famiglia ebree maggiormente bisognose e in difficoltà. Tanto che istituita nel 1963 dalla Suprema Corte Israeliana l’alta onorificenza de “I Giusti tra le Nazioni” coi nomi di quanti si erano prodigati per aiutare gli ebrei, “Giusti” assommanti a 20mila circa nel mondo ivi compresi 417 italiani, tra questi figura a pieno titolo il molisano di Pozzilli. Al coraggioso ed altruista Nicandro Franchitti venne assegnata infatti una speciale medaglia col proprio nome inciso, consegnato un certificato d’onore e riconosciuto il privilegio di aggiungere le proprie generalità alle altre presenti nel “Giardino dei Giusti” presso il Museo Yad Vashem di Gerusalemme. Gli venne altresì dedicata la piantumazione di un albero, che nella tradizione ebraica indica il desiderio del ricordo eterno di una persona. Zio Nicandro però nel frattempo scompare e sarà la famiglia a ricevere a suo nome riconoscimenti ed attestati, ringraziando per il ricordo del loro congiunto. Tocca adesso ai contemporanei far sì che le opere di Nicandro Franchitti restino indelebili nel tempo e che soprattutto le nuove generazioni, attraverso le loro scuole di appartenenza, facciano tesoro dell’alto insegnamento socio/umanitario dell’uomo di Pozzilli per un futuro migliore per tutti.






























