di Tonino Atella
E’ la conseguenza dei cerri cresciuti a dismisura ed oggi assolutamente invasivi su piazze e strade del centro storico.

Il verde pubblico bellissimo ed assolutamente prezioso per l’ambiente, il territorio, l’aria che si respira e la salute di tutti. Siffatto utilissimo bene, il verde appunto, va tenuto però come si conviene, altrimenti apporta e procura tutt’altro, problemi in primis. E’ il caso dei magnifici cerri nel centro storico di Venafro, alberi pluridecennali che adornano tantissimo il rione Mercato, il cosiddetto “salotto” della Venafro antica, e diverse strade e piazze collegate, come Via Milano, Via Caserta e piazza Vittorio Veneto. Ma anche rioni, piazze e strade di altre zone urbane venafrane, come i quartieri Porta Nova e Ciaraffella, piazza Garibaldi, Via Garibaldi e via Falca, giusto di fronte alle tipiche Quattro Cannelle, la storica fonte pubblica cittadina.

Ebbene siffatti cerri versano oggi in condizioni tutt’altro che eccellenti. Evidentemente non ben potati e quindi relativamente curati nelle stagioni precedenti, attualmente si presentano cresciuti a dismisura a tal punto da essere addirittura invasivi su strade e piazze. Ne è prova il fatto che i mezzi su gomma in transito ne investono, o meglio finiscono sistematicamente investiti da rami e fogliame troppo sporgenti di tali enormi cerri -specie al rione Mercato- che, colpiti da auto e furgoni in quanto sporgenti un sacco, scaricano a terra migliaia di ghiande che attualmente ricoprono a josa piazze e strade della Venafro antica, appunto dal Mercato a Porta Nova a Ciaraffella, e le strade collegate. Uno spettacolo, cioè un mare di ghiande a terra su strade e piazze, nient’affatto bello, esattamente come non sono piacevoli a vedersi alberi cresciuti a dismisura e tali addirittura da coprire la visuale di chi viaggia su gomma.

Ergo, occorre intervenire per contenere la crescita eccessiva dei cerri nell’abitato venafrano affinché tornino ad essere apprezzati ed apprezzabili, ripulendo finalmente strade, piazze e rioni dal “mare” di ghiande a terra. Tutto questo perché tali cerri non siano invasivi, perché prevalga una buona volta la pulizia nell’abitato storico e perché vengano meno finalmente problemi alla viabilità nei quartieri antichi. Perciò verde pubblico venafrano potenzialmente apprezzabile ma da curare e tenere diversamente, affinché la città sia più bella, pulita, salutare ed accogliente, giuste le intenzioni di quanti in illo tempore vollero la messa a dimora di tanti cerri nell’abitato urbano.






























