Dopo l’illustrazione della mozione n. 110 da parte del senatore Giarrusso (M5S), si è svolta la discussione generale, nella quale sono intervenuti i senatori: De Cristofaro (Misto-SEL); Russo, Casson, Lepri, Chiti (PD); Ciampolillo (M5S); Giuseppe Esposito, Bernini, Bondi (PdL); Compagna (GAL); Nencini (Aut-PSI); Divina (LN-Aut); Casini (SCpI).
In replica, il Presidente del Consiglio ha riconosciuto che l’espulsione di Alma Shalabayeva e di sua figlia è motivo di imbarazzo e di discredito. Il Governo, che ha revocato il provvedimento di espulsione di cui non era a conoscenza, ha aperto un’indagine dalla quale è emerso in modo inoppugnabile il mancato coinvolgimento dell’Esecutivo e l’estraneità del Ministro dell’interno. La Ministro degli esteri Bonino è impegnata a verificare le condizioni della signora Shalabayeva. Saranno inoltre adottate le misure necessarie per evitare nuove inammissibili interferenze.
Il Presidente Letta ha poi chiesto un nuovo atto di fiducia al Governo, ricordando i provvedimenti varati nei primi ottanta giorni dal Consiglio dei Ministri per aiutare i cittadini e le imprese e per cambiare l’agenda europea. L’Esecutivo, che ha affrontato la vicenda Shalabayeva con volontà di trasparenza e senza sconti, non intende cedere a polemiche che alimentano l’immagine di un Paese precario e irriformabile. Il Presidente del Consiglio ha espresso quindi la volontà di proseguire l’azione volta a rafforzare il lavoro, a riformare il fisco, a risolvere il problema degli esodati, a rilanciare gli investimenti e a intercettare i segnali di ripresa di fine d’anno.
La maggioranza richiesta era di 148 voti. Hanno votato contro tutti i gruppi di maggioranza ( Pd, PdL, Scelta Civica, Gal, Autonomie ). A favore Sel, M5S. Ad astenersi sono stati i senatori della Lega. Alcuni senatori del Pd in dissenso,come Puppato, non hanno partecipato al voto. Il capogruppo Zanda ha detto che non dovrebbero esserci conseguenze per chi ha votato in difformità.































