AMMETTE COMUNQUE L’IMPROPRIA INSTALLAZIONE DI UN SEGNALE AD HOC SU UN MURETTO RINFORZATO CON CEMENTO. RICORDATA L’ALTRA CARATTERISTICA DEL COMUNE : LE TANTE EDICOLE VOTIVE PRIVATE.
Lorenzo Coia, Sindaco di Filignano, non ha gradito -e ci spiace dati i rapporti che intercorrono- il nostro servizio sull’impropria installazione di un segnale turistico, celebrante la caratteristica dei muri a secco del Comune del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, non già su uno dei tanti, bellissimi, veri ed autentici muri a secco del Comune, bensì su un muro di pietre amalgamate con cemento lungo la Filignano/Montaquila.
Ecco quanto scrive Coia : “… I muri a secco, presenti in svariati km. lungo le 13 frazioni del nostro paese, sono una caratteristica peculiare di Filignano, a testimonianza dell’immane lavoro fatto dai nostri antenati per dissodare i terreni coltivabili e creare sentieri percorribili e sicuri per il transito delle greggi. L’amministrazione comunale ed il PNALM hanno investito nel passato risorse per la manutenzione e la riscoperta di tali emergenze architettoniche rurali al pari dei tholos o ricoveri per pastori disseminati per le campagne di Filignano. Oggi per l’opera meritoria di un’associazione locale “Iapca Iapca mtb” sono stati riscoperti e mantenuti altri numerosi sentieri, teatro della splendida Gran Fondo di Mtb appena tenutasi.
Pertanto l’aver messo un cartello sulla Filignano/Montaquila, che richiama questa singolare caratteristica di “Paese dei muri a secco” su un muretto di contenimento di tale strada a scorrimento veloce la cui manutenzione, compreso il famigerato muro a secco (rinforzato con cemento per esigenze di sicurezza stradale), fu fatta con la massima sensibilità alla cura ed alla salvaguardia del paesaggio, non ci pare un peccato mortale”. Il prosieguo della precisazione di Coia : “Certo, sarebbe stato opportuno mettere il cartello su muri a secco DOC, che però sulla strada provinciale e sulle strade di ingresso al paese sono difficilmente reperibili ed idonei allo scopo”. Altro argomento toccato dal sindaco, le edicole votive, anch’esse oggetto di cronaca dato l’abbandono di molte : “ … Spesso tali edicole sono state edificate da privati cittadini che ne curano la manutenzione e per la loro custodia non basta un lucchetto ai rispettivi cancelli ma occorrerebbero ben altre risorse che oggi con la spending review sono assolutamente irreperibili.
L‘amministrazione si sta comunque attrezzando per reperire risorse ed impiantare strumenti di telesorveglianza atti a prevenire o dissuadere eventuali malintenzionati”. Le risposte, se consentite, del cronista : premesso che per storia e natura apprezzo da sempre Filignano ed il suo territorio, meta di continue passeggiate ed escursioni personali, la segnalazione sull’impropria collocazione del cartello su un falso muro a secco e non su uno dei tanti, autentici e bellissimi di cui Filignano si fregia, è pervenuta da un attento osservatore che evidentemente, passando di lì, ha notato e non ha apprezzato. Sulle strade di ingresso al paese sarebbero difficilmente reperibili muri a secco veri ed idonei allo scopo ?
No sindaco, permetta che dissentiamo ! Ce ne sono, suggestivi ed antichi, sulla strada d’ingresso Pozzilli/Filignano, ossia proprio all’ingresso principale del paese ; basterà risanarli e rinforzarli per celebrare dal vivo la reale suggestione storico/ambientale/rurale di Filignano. Circa le edicole votive, e vandalismo ed abbandono che in qualche caso le ha coinvolte, è stato scritto a chiare lettere della loro proprietà privata e quindi sull’opportunità che siano i privati a rimetterle in sesto, fermo restando l’opportuna azione preventiva comunale di telesorveglianza per dissuadere eventuali malintenzionati. Tanto è più necessario, se concorda sindaco, per dare a tutti, giovani in primis, i giusti segnali in materia di educazione sociale e religiosa. L’invito a passeggiare a Filignano ? Grazie ma non serve, perché già lo facciamo da una vita !
di Tonino Atella
































