Il vincitore del premio Best Trains in the World di Traveller è il “Venice Simplon-Orient-Express”. Si tratta di una vera esperienza di viaggio che parte proprio in Italia: unisce l’atmosfera degli anni ’20 e ’30 delle carrozze con arredi originali d’epoca, all’itinerario che va da Venezia a Londra, lungo il tragitto che passa per Italia, Austria, Svizzera e Francia.
In una ipotetica classifica dei treni peggiori del mondo, non bisognerebbe andare lontano, con matematica certezza, è nel Molise.
Il “Minuetto” nome di un ballo settecentesco, risulta viaggiarci una vera esperienza in negativo, usando un eufemismo. Non si offende nessuno se lo definiamo l’antitesi dell’efficienza, pur carino nell’aspetto interno, commissionato da Trenitalia nei primi anni 2000, quello in dotazione al Molise è Diesel che in questa amena regione è a metà tra un pullman e un carrozzone bestiame, ma l’unico fino ad oggi a coprire la tratta Campobasso –Roma e ritorno, tra le gallerie scavate da talpe in epoca napoleonica, dove solo il nostro “Minuetto” riesce a transitare ad una velocità di massimo 110 km/ora, per i limitatori di velocità, posizionati lungo la strada ferrata necessari a non far deragliare il convoglio in curve a ferro di cavallo.
Un gioiello di negligenza e di sbuffi di nafta, ad ogni viaggio vi è il rischio di restare in panne in mezzo alla natura, o intrappolati in gallerie per ore, fino a quando non arriva una locomotiva ad agganciarlo, accompagnare i passeggeri alla prima stazione per attendere pullman sostitutivi, al fine di raggiungere le proprie destinazioni.
Un Best Trains di negatività per i servizi igienici sempre intasati e l’olezzo di piscio spesso percepibili ad ogni apertura delle toilette.
La pulizia opzionale ad ogni viaggio, dove F.I. ha deciso di risparmiare e se lo deve fare, ai danni dei silenti cittadini molisani, succubi dei trasporti, rozzi meridionali che non meritano attenzioni dell’Italia che li considera molto meno degli attuali profughi ospiti delle strutture ricettive.
Torniamo al nostro “Minuetto” che a quanto pare F.I. relega al binario 20 bis alla stazione Termini capitolina, come se avesse vergogna di averlo, con i nostri molisani costretti a corse senza fine per raggiungerlo, salirci su e recitare il Rosario nella speranza di arrivare a casa in giornata.
Il “Minuetto” si trasforma in treno per deportati, in prossimità delle festività pasquali e natalizie, ad ogni ponte di festa, con studenti e lavoratori, stipati nelle carrozze come sardine, caratteristica unica del treno in queste condizioni, l’apertura delle porte ad effetto tappo di Champagne, col botto, mentre al nobile frizzante nettare, si sostituiscono poveri diavoli molisani incazzati che schizzano fuori dalle porte maledicendo le proprie radici nella terra di mezzo.
A tutti a queste condizioni viene in mente il refrain della canzone del grande Fred Bongusto: “Mulis’ puozz‘ ess‘ accis”…
Pietro Tonti






























