di Redazione

Due giorni di fiamme e paura nell’Alto Molise. Bruciati decine di ettari di bosco. Il sindaco Saia: “Un disastro ambientale. Non si esclude il dolo”.

Un vasto incendio ha interessato le montagne intorno ad Agnone. Le fiamme sono divampate tra lunedì sera e martedì mattina, propagandosi con velocità impressionante a causa del vento e delle temperature elevate, e hanno interessato in particolare le località Macchie, Guadoliscia e Sant’Onofrio, fino a raggiungere il crinale del Monte Sant’Onofrio, andato quasi completamente distrutto. “Il monte è irriconoscibile”, ha dichiarato con amarezza il sindaco di Agnone, Daniele Saia, che ha seguito personalmente le operazioni di spegnimento. “È un colpo al cuore per tutti noi. Un gesto ignobile, se dovesse essere confermata la matrice dolosa”. Le prime segnalazioni sono arrivate lunedì sera, ma è stato nella giornata di martedì che l’incendio ha assunto proporzioni drammatiche. Due i fronti principali: uno nelle campagne di Macchie, l’altro sul versante boschivo di Sant’Onofrio, minacciando anche l’area di Montecastelbarone. Le fiamme hanno risalito il crinale a una velocità impressionante, complice la vegetazione secca e il vento sostenuto. Squadre dei Vigili del Fuoco, volontari della Protezione Civile, operai forestali e Carabinieri Forestali si sono mobilitati immediatamente, coadiuvati da mezzi aerei tra cui almeno un Canadair, che ha effettuato decine di lanci nel corso della giornata. Anche di notte i soccorsi hanno continuato a lavorare per tenere sotto controllo i roghi e proteggere abitazioni e infrastrutture. Secondo una prima stima, sono andati in fumo decine di ettari di vegetazione, tra bosco, sterpaglia e pascoli. Particolarmente colpito è stato il Monte Sant’Onofrio, simbolo naturalistico della zona, dove la vegetazione autoctona è stata quasi interamente incenerita. Le autorità stanno ora cercando di ricostruire le dinamiche che hanno portato all’incendio, con l’ipotesi del dolo che prende sempre più piede. Le condizioni climatiche estreme – caldo, siccità e vento – hanno certamente facilitato la propagazione, ma gli inneschi multipli fanno sospettare l’azione dell’uomo. La comunità agnonese, duramente colpita, ha risposto con prontezza e generosità. Molti cittadini si sono offerti volontari per dare supporto alle operazioni o ospitare persone eventualmente evacuate dalle aree più a rischio. Le autorità locali chiedono ora massima vigilanza: “Chiunque veda fumo o movimenti sospetti – ha detto il sindaco – deve avvertire immediatamente i soccorsi. Ogni minuto è prezioso”.

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