Rispetto al 2012 si registra una significativa diminuzione del numero di incidenti (-12,7%) e di feriti (-16,3%), ma un aumento del numero di vittime (+36,8% contro il -9,8% a livello nazionale).Gli incidenti avvenuti nel territorio regionale rappresentano lo 0,3% del totale nazionale, i deceduti lo 0,8% e i feriti lo 0,3%. Il maggior numero di incidenti, infortuni ed eventi mortali è avvenuto nella provincia di Campobasso (luogo di residenza del 72% circa della popolazione regionale) dove seppure diminuiscono, rispetto al 2012 gli incidenti (-9,3%) e i feriti (-12,4%) aumental numero di decessi (+50%).

incidenti in moliose big1

L’indice di mortalità (numero di morti sul totale degli incidenti) è pari a 5,1 morti ogni 100 incidenti, valore molto superiore a quello medio nazionale (1,9) mentre il numero dei decessi ogni 100 persone infortunate (indice di gravità) è pari a 3,1 in Molise e 1,3 in Italia (Prospetto 2). Nel 2013 Isernia è la provincia con i valori più alti degli indici di mortalità e di gravità.Tra il 2001 e il 2013, in Molise, gli incidenti stradali con lesioni a persone sono passati da 1.033 a 507 (-50,9%); le vittime sono diminuite da 37 a 26 (-29,7%) e i feriti da 1.585 a 800 (-49,5%).

Nel periodo 2001-2013, il tasso di mortalità in incidenti stradali (calcolato come rapporto tra il numero dei morti e la popolazione media residente per 100.000 abitanti) passa da 11,5 decessi nel 2001 a 8,3 nel 2013. Quest’ultimo dato è, però, ancora sensibilmente superiore a quello nazionale e al valore registrato nella regione nel 2011 e nel 2012. L’indice di mortalità mostra, pur con un andamento non lineare, una tendenza alla diminuzione dal 2003 fino al 2012 e una ripresa a fine periodo.

I valori più elevati dell’indicatore di incidentalità stradale per 1.000 abitanti si riscontrano lungo le principali arterie stradali: l’autostrada A14 e la Strada Statale 16 Adriatica lungo la costa, la Strada Statale 647 Fondo Valle del Biferno, la Strada Statale 17 Appulo Sannitica e la Strada Statale 85 Venafrana.

L’indice di lesività evidenzia un aumento, tra il 2012 e il 2013, della pericolosità lungo la Strada Statale 647 Fondo Valle del Biferno, la Strada Statale 17 Appulo Sannitica e la Strada Statale 85 Venafrana e una diminuzione della pericolosità lungo le principali strade della costa (autostrada A14 e Strada Statale 16 Adriatica).

Gli obiettivi europei per la sicurezza stradale: la posizione del Molise

In Molise l’obiettivo indicato dal Libro Bianco del 2001 (dimezzamento fra l’inizio e la fine del periodo 2001-2010 del numero di morti sulle strade) non è stato ancora raggiunto. Nel 2011 e nel 2012 il calo registrato è del 48,6%, mentre nel 2013 è stato solo del 29,7%.

Le strade più a rischio

Nel 2013 il maggior numero di incidenti si è verificato sulle strade urbane dove i 287 incidenti rilevati (pari al 56,6% del totale degli incidenti) hanno provocato tre morti (11,5% del totale) e 417 feriti (52,1%); sul tratto autostradale gli incidenti sono stati 11 (2,2% del totale) con una vittima (3,8% del totale) e 15 feriti (1,9% del totale) mentre sulle “altre strade” gli incidenti sono 209 (41,2% del totale) e hanno causato 22 decessi (84,6%) e 368 feriti (46%). In queste ultime avvengono gli incidenti più gravi, con 10,5 decessi ogni 100 incidenti, e si ha il maggior indice di lesività (176,1 feriti per 100 incidenti). A livello nazionale si rileva una quota superiore di incidenti su strade urbane (75,3%) ma un minore indice di lesività (135,4%) e una percentuale inferiore di incidenti rilevati sulle “altre strade” (19,6%).

Il maggior numero di incidenti (383 pari al 75,5% del totale) si verifica sulle strade a una carreggiata a doppio senso di marcia: per questo tipo di strada l’indice di mortalità è di 5,7 morti ogni 100 incidenti. La mortalità assume il valore massimo per gli incidenti avvenuti su strada a doppia carreggiata o più, dove si rilevano 6,1 morti ogni 100 incidenti.

Considerando l’ambito stradale il maggior numero di incidenti avviene lungo un rettilineo sia sulle strade urbane (37,3% del totale) sia su quelle extraurbane (41,8%). Nell’ambito stradale urbano, gli incidenti che si verificano in corrispondenza degli incroci rappresentano il 31,7% del totale, quelli che avvengono nei pressi di una intersezione il 10,8%. Nelle strade extraurbane gli incidenti che si verificano in curva sono il 30,9%, seguono quelli che accadono in corrispondenza di una intersezione (13,2% del totale).

I giorni e le ore più a rischio

La maggiore concentrazione degli incidenti si è avuta nei mesi che vanno da giugno a novembre, dove si rileva il 58,4% del totale degli incidenti, con valori massimi nel mese di giugno (11,6%) e nel mese di novembre (11%). Il 76,9% dei decessi si verifica nell’intervallo considerato, con valori massimi nei mesi di giugno e di novembre (quando, complessivamente, hanno perso la vita 12 persone) e valori significativi nei mesi di luglio e agosto, in coincidenza con la maggiore mobilità legata ai periodi di vacanza (quando, nel complesso, sono decedute altre 6 persone).L’indice di mortalità presenta il valore massimo (7,1 morti ogni 100 incidenti) nella giornata di domenica e raggiunge il valore minimo (1,5) nella giornata di venerdì.

Il 77,5% degli incidenti ha luogo tra le 8 del mattino e le 20. La tendenza è alla crescita a partire dalle 9 e nelle fasce orarie nella quali si effettuano gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola. Il numero degli incidenti rimane elevato durante tutta la giornata con due picchi significativi: un primo picco si osserva tra le 9 e le 10 del mattino e un secondo tra le 18 e le 19 in corrispondenza dei tragitti casa-lavoro e lavoro-casa. La punta massima di incidentalità si registra, tuttavia, nel pomeriggio, tra le 18 e le 19, ora di punta per l’aumento del traffico legato agli spostamenti dal luogo di lavoro verso l’abitazione.

Mentre gli incidenti nel complesso si concentrano nelle ore diurne, gli incidenti mortali sono prevalenti nelle ore notturne: l’indice di mortalità raggiunge il valore massimo (28,6 decessi ogni 100 incidenti) nella fascia tra le 23 e le 24. Associando le informazioni sul giorno della settimana e la fascia oraria, si evidenzia l’alta pericolosità del venerdì e del sabato notte in cui si concentra il 45,9% degli incidenti notturni; analogamente, i morti e i feriti del venerdì e del sabato notte sono, rispettivamente, il 33,3% e il 44,4% del totale dei morti e dei feriti nelle ore notturne. L’indice di mortalità degli incidenti notturni è mediamente pari a 4,1 decessi ogni 100 incidenti, contro il valore di 5,1 decessi ogni 100 incidenti nel complesso. In riferimento alle sole notti del venerdì e del sabato, il valore di questo indice è di 2,9, a fronte di un dato nazionale di 3,2. La marcata difformità rispetto al quadro nazionale può dipendere anche dall’esiguità del numero di eventi osservati, alcuni dei quali possono casualmente concentrarsi in orari specifici.

Dinamica degli incidenti

La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (62,9%). I restanti casi (37,1%) vedono coinvolti veicoli isolati. Nell’ambito degli incidenti tra veicoli, la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (162 casi con cinque morti e 267 feriti), seguita dal tamponamento (75 casi con due morti e 139 persone ferite). Tra gli incidenti a veicoli isolati, la fuoriuscita o sbandamento del veicolo rappresenta l’evento più diffuso (80 casi, 15,8% degli incidenti), in cui hanno perso la vita sei persone e 112 sono rimaste ferite. L’investimento di pedone rappresenta la seconda tipologia di incidente, tra quelle a veicoli isolati, con 53 casi, in cui sono decedute due persone e 55 sono rimaste ferite.

L’indice di mortalità mostra che, in Molise, la tipologia più pericolosa è lo scontro frontale (25 decessi ogni 100 incidenti), seguono l’urto con ostacolo accidentale (7,9 decessi ogni 100 incidenti) e la fuoriuscita o sbandamento del veicolo (7,5 decessi ogni 100 incidenti). Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, la guida distratta, il mancato rispetto delle regole di precedenza e la velocità troppo elevata sono le prime tre cause di incidente (escludendo il gruppo residuale delle cause di natura imprecisata). I tre gruppi costituiscono complessivamente il 36,8% dei casi. Da evidenziare anche il mancato rispetto della distanza di sicurezza (85 casi) con un peso dell’11%. Il comportamento scorretto del pedone (23 casi) pesa per il 3% sul totale delle cause di incidente. Con riferimento alla categoria della strada, la prima causa di incidente sulle strade urbane è il mancato rispetto delle regole di precedenza o semaforiche (19,2%) mentre sulle strade extraurbane la determinante principale è la guida distratta o l’andamento indeciso (pari al 17,2%); segue la guida con velocità troppo elevata (pari al 11,9%).

Le persone coinvolte

Negli incidenti stradali occorsi in Molise nel 2013 sono rimaste ferite 800 persone e altre 26 sono morte. Gli uomini prevalgono rispetto alle donne sia tra i feriti (57,4%) che tra le persone decedute: 21 delle 26 vittime sono uomini, l’80,8% del totale. L’analisi per categoria di utente evidenzia che il 61,5% delle vittime e il 65% dei feriti in incidenti stradali è costituito dai conducenti dei veicoli coinvolti; le persone trasportate rappresentano il 30,8% dei morti e il 28,1% dei feriti; i pedoni sono il 7,7% dei deceduti e il 6,9% dei feriti. La distinzione per genere mostra che tra i maschi deceduti in incidente stradale il 71,5% era conducente di un veicolo coinvolto; la percentuale scende al 20% per le femmine. Le differenze nei livelli di rischio per le tre categorie di utenti della strada possono essere efficacemente sintetizzate dall’indice di gravità specifico che, nel 2013, è pari a 3% per i conducenti, 3,4% per i passeggeri e 3,5% per i pedoni. Tra i conducenti deceduti a seguito di incidente stradale i più colpiti sono gli ultrasessantacinquenni (18,8% del totale). Tra i conducenti infortunati a seguito di incidente stradale i più coinvolti sono i giovani tra i 20-24 anni (11,5% del totale), seguiti dai 35-39enni (11,3%).

Gli incidenti nei principali comuni

Nel 2013 nei tre comuni molisani con almeno 15.000 abitanti sono stati rilevati 270 incidenti stradali con lesioni a persone (il 53,3% del totale regionale), che hanno causato il decesso di cinque persone (19,2%) e il ferimento di altre 394 (49,3%). Tra i comuni di maggiore dimensione demografica Isernia presenta il valore più elevato dell’indice di mortalità (4,5 morti ogni 100 incidenti stradali) seguito dal comune di Campobasso (1,7 morti ogni 100 incidenti). Il comune di Isernia detiene anche il valore massimo del quoziente di mortalità ogni 100.000 abitanti (9,1 morti) seguito sempre dal comune di Campobasso (4,1). L’indice di lesività nei maggiori comuni molisani è pari a 154,2 feriti ogni 100 incidenti stradali nel comune di Termoli, a 141,2 feriti nel comune di Campobasso e a 138,6 nel comune di Isernia.

La densità di incidenti nei comuni di dimensioni demografiche maggiori è particolarmente elevata: gli incidenti per 1.000 abitanti superano ampiamente il corrispondente valore regionale (1,6 incidenti ogni 1.000 abitanti), variando tra il 3,2 di Termoli e il 2 di Isernia. La distribuzione degli incidenti nei comuni molisani con una popolazione di almeno 15.000 abitanti per categoria della strada evidenzia che i sinistri si verificano con maggiore frequenza sulle strade urbane. I comuni caratterizzati da un alto livello di incidentalità stradale presentano anche una maggiore incidenza di sinistri su strade urbane, superando di gran lunga la media regionale (56,6%). Tra questi il comune di Campobasso è quello che presenta la più alta frequenza relativa di incidenti occorsi su strade urbane sul totale degli incidenti (90,8%).

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