Le difficoltà del nostro sistema di instradarsi su una vera ripresa si leggono nel sentiment delle famiglie ed imprese. A gennaio il clima di fiducia delle famiglie ha mostrato un modesto recupero, proseguendo lungo un percorso di stop and go del clima, sintomo delle incertezze sul futuro che condizionano i comportamenti delle famiglie. Nello stesso mese è proseguito il lento miglioramento della fiducia delle imprese, al cui interno si registra però un peggioramento delle aziende che operano nel manifatturiero.
L’attenuarsi della fiducia delle imprese manifatturiere si è realizzata, stando alle stime di Confindustria, in presenza di un ulteriore incremento dei livelli produttivi e di ordini ancora positivi. Le favorevoli dinamiche registrate negli ultimi mesi sono state guidate, in buona parte, dalla necessità di ricostituire i magazzini, componente che, in assenza di un significativo miglioramento della domanda per consumi, non è sufficiente a garantire nel tempo un deciso recupero della produzione.
I primi modesti segnali di uscita dalla fase recessiva non si sono ancora tradotti in effetti positivi sul versante dell’occupazione. I dati sul mercato del lavoro, pur mostrando dinamiche meno negative rispetto ai mesi precedenti, descrivono una situazione molto grave.
A dicembre, infatti, il numero di occupati è sceso di 25mila unità. Nello stesso mese i disoccupati, che superano ormai stabilmente i 3 milioni, sono diminuiti di 32mila unità, con una contenuta riduzione del tasso di disoccupazione dal 12,8% di novembre al 12,7%. Anche il tasso di disoccupazione giovanile ha mostrato una modesta riduzione dal 41,7% al 41,6%.
Nella media del 2013 la forza lavoro occupata è diminuita di 464mila unità, le persone in cerca di occupazione sono aumentate di 387mila unità ed il tasso di disoccupazione è salito al 12,2%.
Le ridotte possibilità che queste tendenze si invertano significativamente nei prossimi mesi sono confermate dai dati relativi alla CIG.
Il numero complessivo di ore autorizzate di Cig segnala, a dicembre 2013, una diminuzione in termini tendenziali (-0,7%), derivante dalla minore richiesta di ore per l’ordinaria e quella in deroga ed un aumento del 18,8% per la straordinaria. Nel complesso del 2013 le ore richieste (oltre 1 miliardo) hanno mostrato una modesta riduzione (-1,4%), andamento derivante esclusivamente dalla componente in deroga a cui si è contrapposto un sensibile aumento delle ore autorizzate di Cig straordinaria.
La dinamica tendenziale dell’ICC di dicembre riflette una diminuzione dell’1,0% della domanda relativa ai servizi e dell’1,4% della spesa per i beni. Nel complesso del 2013 la domanda per i servizi è diminuita del 2,4% e quella per i beni del 3,3%.
A dicembre 2013, variazioni positive, rispetto all’analogo mese dello scorso anno, si rilevano solo per la spesa reale in beni e servizi per le comunicazioni (+4,1%) ed in beni e servizi per la mobilità (+1,3%). Per quest’ultimo capitolo si tratta del primo dato positivo da settembre del 2011.
Nel complesso dal 2010 al 2013 questo aggregato di spesa segnala un calo superiore al 22% dei volumi acquistati dalle famiglie. Relativamente alle altre macro-funzioni di consumo le riduzioni più significative si sono registrate per l’abbigliamento e le calzature (-3,0%), gli alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-2,9).































