Obbligo istituzionale di riscontro alle associazioni e alle comunità locali, con diffusione pubblica dei dati emersi dalle attività di controllo.

Sull’inquinamento della Piana di Venafro e sul rinvenimento di diossina nelle carni di più bovini macellati nell’area da parte del servizio veterinario dell’Asrem, sono state protocollate istanze, interpellanze parlamentari, note e diffide, al Ministro della Salute e al Ministro dell’Ambiente, da parte dei Senatori Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, della dirigenza nazionale e regionale degli Ecologisti Democratici, del Comitato “Mamme per la Salute” di Venafro, di diversi consiglieri comunali, provinciali e regionali, che hanno chiesto chiarimenti sui rischi a cui sono esposti 30 mila residenti della Valle del Volturno e della piana venafrana.

E’ semplicemente stravagante, assurda e paradossale, leggere sulla stampa locale di oggi che le pubbliche istituzioni, ed in primis la Regione Molise con la propria Agenzia per la Protezione Ambientale non mettono a disposizione dei cittadini e del territorio, i dati sui controlli effettuati.

Compito primario dello Stato, della Regione e degli altri Enti Pubblici, ivi compresa l’Arpa Molise, è quello di salvaguardare la salute delle persone, tutelare la popolazione rispetto a potenziali rischi derivanti da emissioni in atmosfera, inquinamento ambientale e a maggior ragione questo impegno và garantito nelle zone in cui sono state rinvenute tracce di diossina nella catena alimentare.

E’ sbagliato costringere l’Associazione delle Mamme per la Salute di Venafro, gli Eco.Dem e diversi amministratori provinciali, regionali e nazionali, ad attivarsi per fare chiarezza sulla pubblica divulgazione di dati che dovrebbe rientrare nel normale espletamento dei compiti assegnati a istituzioni e organi di vigilanza, prevenzione, protezione e controllo.

E và fatta chiarezza con somma urgenza sui rapporti che intercorrono tra l’Arpa Molise ed alcune aziende oggetto di controlli ambientali periodici che operano nella piana di Venafro, seguendo il principio costituzionale che la tutela della salute dei cittadini è un bene non mercificabile.

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