“Ha fatto bene il Premier Matteo Renzi a chiarire che la riforma del pubblico impiego deve essere affrontata in un provvedimento ad hoc, diverso dal Jobs Act. La sede giusta è certamente il decreto Madia, che è già all’esame del Senato e che entrerà nel vivo a febbraio. Detto questo, anche il lavoro pubblico va riformato, per premiare chi lavora bene e penalizzare chi non fa il proprio dovere, due questioni che a legislazione vigente è impossibile affrontare. E’ una questione di equità e di giustizia”. Lo dice la senatrice Annamaria Parente, capogruppo del Pd nella Commissione Lavoro.
“Sul pubblico impiego – prosegue Parente – anche il sindacato deve essere responsabile: i cambiamenti sono necessari per rendere davvero efficiente il sistema della Pa in Italia. Stiamo lavorando per inserire anche al Senato in calendario il parere sul decreto attuativo sul contratto a tutele crescenti. Credo che sia necessario consigliare al governo alcune lievi modifiche, per esempio penso alla necessita’ di aumentare il tetto massimo per l’indennizzo, a fronte della forte limitazione al reintegro. Sul Jobs Act la partita decisiva si gioca sugli ammortizzatori sociali, che vanno fortemente collegati alle possibilità di reimpiego e per i quali e’ necessario reperire ulteriori risorse”.































