Massimo Romano

La riflessione lanciata dal nostro quotidiano sulla svendita a 170 mila euro del marchio “Pollo Arena” alla Aria Food Spa, ha sollevato non poche perplessità nell’area matesina. Oggi registriamo l’intervento di Massimo Romano molto critico sulla vicenda che coinvolge l’imprenditore Friulano Diego Volpe Pasini al vertice di Aria Food, e oramai proprietario del noto brand del pollo nostrano.

Massimo Romano
Massimo Romano

Le promesse di rilancio della filiera avicola secondo l’ex Consigliere Regionale di Costruire Democrazia, nonostante le buone intenzioni è piena di difficoltà e delusioni. Per salvare la filiera avicola, basterebbe una cifra ridicola rispetto a quella prevista per l’Ilva di Taranto dal Governo, ma invece di promuoverne e rivendicarne il rilancio, da noi si segue l’orientamento opposto: i crediti pubblici milionari restano saldamente nel portafoglio della procedura concorsuale dei privati debitori ( e nessuno, a quanto si legge sui giornali, si è sognato di chiederne conto), mentre si consente ad altri operatori privati di concorrere all’aggiudicazione degli asset strategici, accaparrandosi ad esempio, il marchio aziendale che ha ancora un significativo valore sul mercato. Romano sulla pagina Facebook aggiunge: a che prezzo è stato rilevato? Chi ha deciso che non vi dovesse concorrere anche la Regione, magari a costo zero mediante conversione dell’originario credito vantato dal privato? Un brand che alla luce di quanto sta avvenendo, con facilità, l’azienda produttiva legata alla sua immagine, potrà essere delocalizzata altrove, senza alcuna ricaduta socio occupazionale ed industriale per il Molise.

Leggiamo in un altro intervento di Romano sul social network: “Il valore di tale marchio, non è argomento di cui la Regione possa disinteressarsi con disinvoltura. Anzi, dovrebbe proprio occuparsene come obiettivo prioritario di politica agro industriale, perché la sorte dei marchi credo sia tra le pochissime, o forse la sola arma contrattuale, che alla Regione è rimasta per tentare di vincolare la futura produzione avicola al nostro territorio, con ogni ricaduta socio occupazionale che altrimenti andrebbe vanificata per sempre.”

Bene, così Romano conclude la sua riflessione, mentre aggiungiamo: forse è troppo tardi per piangere sul latte versato.

Reporter One

Articolo precedenteJobs act, Parente: “Bene separazione, ma anche lavoro pubblico va riformato”
Articolo successivoLa Fondazione di Ricerca e Cura Giovanni Paolo II ha colpito ancora. Disdetto il contratto con Servizi Ospedalieri S.p.A. che garantisce la sterilizzazione professionale degli strumenti operatori