La Nuova Zelanda è davvero un altro mondo possibile o, semplicemente, lo spirito da pionieri che li ha aiutati a fondare una nazione è ancora così vitale da riuscire ad avvertire l’importanza dei servizi sociali da offrire alle proprie comunità locali con una mentalità semplice e lineare che mette noi europei ancora una volta davanti al nostro essere pavidi? Il governo neozelandese, infatti, ha predisposto un progetto a lunga gittata per lo sviluppo e il potenziamento delle Biblioteche pubbliche su tutto il territorio nazionale.

Questo documento delinea le strategie e le opportunità possibili per passare dallo stato attuale delle biblioteche pubbliche a un futuro emozionante, all’insegna della collaborazione della sostenibilità sociale ed economica, capace di offrire un servizio pubblico di valore con una forte leadership e competenza nel settore. Il governo neozelandese sostiene che i servizi bibliotecari sono basati su una serie di principi che ne hanno guidato lo sviluppo e plasmato il ruolo che esse hanno svolto come istituzione di fiducia della società civile.

Per quel che riguarda i compiti delle biblioteche pubbliche in materia di istruzione per i lavoratori, si è sempre posta una certa enfasi sulla necessità di offrire, da parte delle strutture pubbliche, equità di accesso alle informazione, al diritto di sapere, alla libertà di espressione, al diritto di partecipare pienamente in una società democratica. Le biblioteche pubbliche sono state tra le prime istituzioni nel 19 ° secolo, in Nuova Zelanda e non solo, a far propri questi principi che restano ancora validi ed inderogabili nell’era digitale.

Le biblioteche sono un luogo di condivisione e sostenibilità in Nuova Zelanda; condivisione di risorse, dove è possibile ed opportuno riutilizzare i contenuti più volte per ottenere un vantaggio competitivo per gli individui e le comunità stesse. Le biblioteche pubbliche sono aperte a tutte le persone, a persone appartenenti a tutti i ceti sociali, di qualsiasi etnia, età, sesso, status socio-economico, di qualunque livello d’istruzione e abilità. In virtù di questa loro apertura e possibilità di accessibilità, le biblioteche pubbliche possono contribuire a correggere l’ingiustizia che deriva dalle esclusioni di diversa natura e, in tal modo, migliorare anche la coesione sociale della collettività.

Gli studi di settore sui servizi bibliotecari pubblici in Nuova Zelanda hanno identificato otto punti sui quali è necessario investire progettualmente competenze e risorse nel prossimo quinquennio. Il mondo digitale rende molto più facile per le biblioteche collaborare per fornire un servizio senza soluzione di continuità on-line rivolto a tutti i cittadini a prescindere dai confini geografici. Le priorità sono:

• Lavorare con autori, editori e librai nazionali per sviluppare un approccio esteso di tutto il paese per l’offerta di soluzioni e-book;
• Sviluppare un modello evidence-based di misurazione dimostrata ed evidente dei risultati che si ottengono;
• Identificare e sviluppare modelli di business che rendono facili e possibili per collaborazioni a livello regionale, nazionale e intersettoriale con enti locali e non solo;
• Creare una partnership a livello nazionale con le scuole per fornire contenuti e sostegno all’abitudine e all’apprendimento della lettura tra gli studenti, in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione e laBiblioteca Nazionale della Nuova Zelanda;
• Collaborare con la Biblioteca Nazionale per istituire un Anno Nazionale della Lettura con un programma per celebrare la gioia dileggere e migliorare i livelli di alfabetizzazione;
• Sviluppare un approccio esteso secondo un progetto di pianificazione nazionale, riguardante le opportunità lavorative, la forza lavoro, le competenze e il reclutamento, per una nuova dimensione operativa delle biblioteche pubbliche;
• Indagare le opportunità per lo sviluppo in tutto il paesedisoluzioni digitali per garantire la fruizione dei contenuti pubblici di una biblioteca e i suoi servizi anche in ambiente mobile;
• Aumentare notevolmente la gamma dei contenuti in formato digitale disponibili sul territorio nazional.

Punti chiari e precisi, nei quali lo stato della Nuova Zelanda investirà per migliorare non solo le biblioteche, ma con esse la qualità della vita, della formazione e dell’integrazione dei suoi cittadini. La domanda, come si suol dire, sorge spontanea: perchè in Italia non si può fare la stessa cosa?

La rivoluzione digitale sta cambiando il modo in cui viviamo la nostra vita. Nel corso dei prossimi 10–20 anni ci saranno alcuni cambiamenti significativi anche nel modo in cui le biblioteche pubbliche forniranno i propri servizi di base. Alcuni di questi cambiamenti stanno accadendo ora, gli altri potrebbero richiedere più tempo.

Carmine Aceto

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