di Giovanni Minicozzi
È andata in onda ieri sera su “La 7” l’ennesima figuraccia rimediata dai vertici della Regione e dell’Asrem collegata alla pericolosa gestione della pandemia.
La collega giornalista Micaela Farrocco, originaria del Molise, in pochi minuti ha descritto la tragica situazione sanitaria di questa regione.
È stato davvero imbarazzante ascoltare dal nervoso presidente Donato Toma che lui non ha chiesto in tempo utile l’implementazione dei posti letto di terapia intensiva perché “a luglio e a settembre non c’era la pandemia” e che il commissario non avrebbe “segnalato l’emergenza”.
Per altro il presidente per tentare di giustificare il suo immobilismo ha affibiato alla giornalista l’etichetta di “grillina o mandata da chi sa chi”.
Giova ricordare che Donato Toma oltre a ricoprire il ruolo di presidente della Regione è anche il responsabile della Protezione civile nonché commissario per la gestione dell’emergenza Coronavirus.
È stato stomachevole poi ascoltare la dichiarazione del direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano circa il potenziamento dei gas medicinali al Cardarelli (distribuzione dell’ossigeno) realizzata ai primi di marzo 2021, ovvero dopo un anno esatto dall’inizio della pandemia. Il dg ha anche dichiarato che i morti per asfissia sono dovuti a una situazione naturale.
È stato patetico rivedere i tubi “raffazzonati” per la distribuzione dell’ossigeno rimasti pericolosamente appesi, nel totale disinteresse dello stesso direttore e di Virginia Scafarto, per un anno intero, ovvero fino allo scorso sei marzo.
È stato agghiacciante ascoltare un medico del reparto di malattie infettive, con la voce camuffata, che ha affermato testualmente, rispondendo a una telefonata di un familiare che chiedeva di spostare il suo papà nel reparto di terapia intensiva,
“dopo i 65/70 anni non trasferiamo i pazienti in rianimazione”.
In sostanza, secondo quel medico, dai 65 anni in su le persone devono morire.
Per altro una dichiarazione simile nei mesi scorsi era stata rilasciata a una tv locale anche dal primario del reparto di terapie intensive Romeo Flocco:
“evitiamo il ricovero in rianimazione perché le persone di una certa età morirebbero” aveva detto.
I commenti degli attoniti ospiti in studio, tra i quali il prof. Galli, dopo la visione del filmato inchiesta realizzato da Micaela Farrocco, sono stati esemplari e hanno condannato senza mezzi termini il funesto paradosso scientifico di non intubare i pazienti che abbiano superato una certa età.
A questo punto viene l’atroce dubbio che il triste primato della mortalità per Covid sia stato causato anche dalle scellerate scelte dettate, forse, più dalla frivola necessità di mantenere bassi i numeri dei ricoveri in terapia intensiva per restare in zona di sicurezza apparente anzicché dalla necessità di salvare più vite umane possibili.
È stato disdicevole, infine, guardare l’ex commissario Angelo Giustini scappare davanti alla telecamera ( ha dichiarato solo di aver denunciato la grave situazione dell’impianto per la distribuzione dell’ossigeno al Cardarelli) anzicché far valere le sue ragioni che sono tante a partire dalla netta opposizione di Toma, Florenzano, Scafarto e Ida Grossi alla realizzazione del centro Covid al Vietri di Larino.
Per chi non lo avesse visto consiglio di guardare il video allegato relativo all’inchiesta realizzata dalla brava collega Micaela Farrocco per conto di Piazzapulita.






























