“E’ sacrosanto difendere l’autonomia regionale – ha dichiarato il Presidente di Confindustria Molise Mauro Natale, intervenuto ieri a Roma ad un meeting di Confindustria – ma non basta farlo limitandosi a sostenere le ragioni della storia, della cultura e delle tradizioni di un territorio.

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Bisognerebbe, a mio avviso, riflettere sull’idea che l’autonomia delle Regioni è un valore se cittadini e imprese possono godere degli stessi servizi e delle stesse opportunità in ogni area del Paese, sul piano della qualità e dei costi. La verità è che il decentramento di competenze e di funzioni dallo Stato alle Regioni ha prodotto – in Molise, così come in altre aree del Paese – un incremento considerevole della spesa pubblica, con un abbassamento altrettanto forte della qualità dei servizi resi ai cittadini.

Questa situazione impedisce al nostro Paese di crescere e creare nuova occupazione

Quando parliamo di autonomia regionale – ha continuato il Presidente di Confindustria Molise – dobbiamo renderci conto che oggi ci troviamo di fronte a un bivio. Se si vogliono conservare in capo alle Regioni le tante competenze trasferite dallo Stato, si devono rivedere i confini di “tutte” le regioni, non solo del Molise: occorrono contenitori territoriali più ampi per dimensione e numero di abitanti, in grado di sostenere il carico di competenze loro trasferite.

Nelle Regioni più piccole le risorse finanziarie provenienti dalla fiscalità locale sono insufficienti a gestire in maniera efficiente le tante competenze ora assegnate. Se immaginassimo di dover programmare, in Molise e in altre aree del centro Sud, politiche occupazionali e di sviluppo senza l’utilizzo dei fondi strutturali comunitari, ci renderemmo conto di non potercela fare perché le entrate, provenienti solo dalla fiscalità locale, sarebbero irrisorie per realizzare tali obiettivi.

Di conseguenza, ritengo sia indispensabile oggi riportare al livello statale alcune competenze che le Regioni, soprattutto quelle più piccole, dimostrano di non potere gestire. A partire dalla Sanità. A mio modo di vedere, gran parte della responsabilità di questa situazione è addebitabile a questa sorta di Federalismo all’italiana che, bisogna dirlo a chiare note, ha fallito il suo obiettivo!

La prima grande riforma, sul piano istituzionale, da affrontare, è questa. Deve essere questa, se vogliamo, davvero, restituire competitività al nostro Paese. Tutte le altre, nessuna esclusa, con il dovuto rispetto mi sembrano palliativi parziali che però non entrano nel cuore del problema che oggi ha il nostro Paese: quello di aver decentrato competenze senza tener conto della debolezza strutturale delle Regioni”.

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