Secondo il sindacato di Corso d’Italia, infatti, “anche alla Camera dei deputati il governo ha imposto il voto di fiducia sulla legge di ‘riforma’ del mercato del lavoro e il Parlamento la voterà nonostante il sindacato, la Cgil in primo luogo e molte altre parti sociali, abbiano definito questa legge sbagliata e controproducente”. Per l’organizzazione guidata da Susanna Camusso, infatti, il provvedimento “non combatte la precarietà, specie dei giovani, perché mantiene tutte le tipologie precarie nate dalla politica liberista dei Governi Berlusconi, e non universalizza le tutele in caso di perdita del lavoro, anzi riduce drammaticamente la durata dei sussidi e non li estende a chi oggi ne è escluso”.
Con questa legge, secondo la Cgil, si rischia “una recrudescenza della crisi” e per questo mette in guardia il governo, aggiungendo che “continuerà la sua lotta con questo governo e con quelli che verranno”. Tra le rivendicazioni del sindacato: “Un serio contrasto alla precarietà del lavoro, un regime universale di ammortizzatori sociali, politiche attive del lavoro efficaci e finalizzate ad un’occupazione stabile e tutelata, un diritto del lavoro che renda più certa ed esigibile la tutela contro i licenziamenti illegittimi, un vero piano di crescita del paese che promuova la buona occupazione”. Per queste ragioni martedì 26 e mercoledì 27 giugno ci saranno iniziative di sciopero e manifestazioni nei territori durante i voti di fiducia e, sempre il 27, un presidio a Montecitorio per chiedere di cambiare il ddl sul mercato del lavoro.






























