Di seguito alla conferenza stampa tenuta presso Molise Acque dal Presidente uscente questa RSU ha l’obbligo morale nei confronti dei cittadini e dei lavoratori, di aggiungere e puntualizzare quanto appresso.
Si conclude una fase delicata della vita di Molise Acque, l’azienda regionale interamente di proprietà della regione che si occupa della captazione e grande distribuzione dell’acqua potabile in Molise, in comuni campani e pugliesi oltre che la fornitura tramite la galleria di Valico Matese direttamente alla Regione Campania. L’Azienda ha rettamente e sanamente svolto il suo compito per quanto privata di una visione industriale ed una strategia di consolidamento e crescita nel medio e lungo periodo.
La questione tariffaria
Un servizio pubblico vive dei proventi della tariffa. Quella del servizio idrico svolto da Molise Acque (paragonabile al ruolo di Terna per il servizio elettrico e SNAM – Rete Gas per il mercato energia, entrambe saldamente in mano pubblica) è sostanzialmente ferma da almeno dieci anni (a meno di un lieve aumento nel 2011). Non ha potuto sopportare quindi l’aumento del costo dell’energia elettrica (circa il 75% del proprio bilancio) avvenuto – in particolare – nell’ultimo quinquennio che ha superato circa il 25%. Un valido sostegno alle entrate sarebbe potuto venire dalla revisione della tariffa pagata dagli utenti e dalla Regione Campania. Su entrambi i versanti è mancato il ruolo propulsivo del C d A aziendale. La situazione tariffaria è stata aggravata dal mancato o ritardato pagamento del servizio da parte di grossi utenti (comuni), onere difficilmente sopportabile con una tariffa risicata all’osso.
Il contenimento dei costi
Più che una revisione della spesa andava quindi effettuata una revisione delle entrate. L’Azienda ha un bilancio semplicissimo: costi per l’energia elettrica; costi per il personale; costi per le riparazioni effettuate da imprese esterne (come avviene ormai nel mondo della gestione dei servizi pubblici). A fronte di una dotazione organica stabilita dall’Azienda in circa 190 persone i dipendenti di Molise Acque sono meno di 70. Ai quali erano da aggiungersi 40 interinali. Quando si parla di taglio del personale la gente immagina organici gonfiati (dalla politica) che vengono finalmente sfoltiti del superfluo: nulla di tutto questo. Non solo, a fronte di un organico ridotto a meno dell’osso si sarebbe avuto anche un risparmio sulle spese del personale! C’è da dire che le relazioni sindacali sono state unilateralmente interrotte dall’Azienda e mai i lavoratori hanno potuto degnamente e compiutamente rappresentare le proprie esigenze (che poi – paradossalmente! – erano quelle del Servizio che quotidianamente svolgono).
C’è stato un taglio del lavoro somministrato (a fronte di una carenza di organico) e sopperito in parte da tirocinanti che svolgono di fatto lavori nevralgici in settori come la contabilità, la gestione del personale e la gestione delle reti! Si tenga conto ancora che il problema del pagamento del fornitore di energia elettrica, generato dalla crisi del flusso di cassa dipendente alla morosità di alcuni grossi comuni (clienti), era stato già affrontato e risolto nel marzo del 2014 con un atto di cambio del fornitore che avrebbe consentito un risparmio annuo di due milioni di euro ed un piano di rientro con il precedente fornitore.
La crisi della leadership tecnica
Molise Acque non è la Camera dei Deputati e non è il Senato della Repubblica o il Consiglio regionale: è un’industria ed al pari di una fabbrica ha un suo Direttore “di fabbrica” che nello Statuto è individuato nel Direttore Generale. Paradossalmente, nella Struttura Tecnico-Amministrativa di dotazione organica, mancavano e mancano tutti e quattro i dirigenti. Quando dunque, a cinque mesi dall’insediamento del C. d A. (Aprile 2014), il contratto del Direttore Generale è giunto a scadenza senza l’individuazione tempestiva del successore e addirittura lasciando l’Azienda priva del vertice tecnico per sei mesi (!) è iniziata la crisi gestionale dell’Azienda.
L’assenza del Direttore Generale ha fatto si che non potesse essere portata a compimento nessuna delle iniziative precedentemente progettate quali:
• Revamping della Centrale di Auduni;
• appalti di manutenzione idraulica per le tre zone in cui è suddiviso il territorio di competenza di Molise Acque;
• appalti di manutenzione elettrica;
• pratiche per l’ottenimento delle autorizzazione alla derivazione delle acque laddove assenti;
• ristrutturazione del serbatoio medio di Termoli;
• realizzazione del cavidotto per il trasporto di energia elettrica di produzione del
Molisano Centrale.
L’elenco di cui sopra non può essere esaustivo… si tenga solo conto – a corollario di quanto sopra – che non si è riusciti a dotare gli uffici periferici di ADSL e la Sede Territoriale “2” di Campobasso è addirittura priva del telefono. Segnatamente alle Sorgenti di Acquabona si segnala che il progetto è stato ideato e portato ad appalto dall’ex Direttore Generale (Giorgio Marone) e che l’unico vanto del consiglio di amministrazione uscente è quello di avere approvato la variante dopo circa sei mesi dalla presentazione e che l’impianto per la mitigazione della torbidità delle acque è ancora privo dell’allaccio ENEL.
Il mistero della “trasparenza”
Circa i risparmi così dettagliatamente esposti in Conferenza Stampa appare quantomeno dubbioso che in carenza di Direttore Generale per un periodo così lungo si siano potuti raggiungere effetti benefici di tale portata e nel dubbio che “l’acqua non è così fresca come l’acquaiolo dice” si chiede alla prossima amministrazione, per dovere di correttezza e trasparenza, che quanto asserito in conferenza stampa dal Presidente uscente venga certificato da terzi, convinti che i risparmi vantati altro non sono che spese rimandate successivamente con l’oneroso aggravio per il continuo degrado delle opere, della cattiva funzionalità della macchina amministrativa e del tempo perso senza essere riusciti in quasi due anni di esprimere un Direttore Generale capace di portare avanti le indicazioni strategiche – politiche – amministrative dell’Azienda. A tutt’oggi dipendenti e cittadini non sono a conoscenza dei bilanci in quanto, pur avendo consultato quotidianamente il sito internet aziendale (cronicamente non aggiornato), gli stessi non risultano pubblicati.
Ciò detto, va aggiunto che l’Amministrazione uscente non ha mai smentito quanto asserito nella determina Aziendale che pone l’Azienda fuori dal regime previsto dal d.lgs 165/2001 e non ha portato a termine quanto di seguito elencato:
la contrattazione decentrata 2014 con danni notevoli per i lavoratori;
le procedura per la contrattazione decentrata 2015;
il procedimento avviato per le progressioni interne, con danno economico e morale dei lavoratori interessati.
i concorsi banditi dalla precedente amministrazione e a tale proposito si sottolinea che giacciono presso l’Azienda oltre 2300 domande di partecipazione senza dare nessuna risposta a quanti interessati;
Rimettiamo alla Vs intelligenza la valutazione dell’operato di questo CdA ad oggi decaduto informandovi che nel 2014 sono state effettuate spese, liquidate con relativi impegni, senza alcun documento di bilancio previsionale (2014) approvato. Il suddetto CdA ha approvato con delibera n. 9 del 27/03/2015 il BILANCIO DI PREVISIONE 2014! E’ tutto dire.
Si chiede copia del:
Bilancio 2013 consuntivo e di esercizio;
Bilancio 2014 consuntivo e di esercizio;
Bilancio di Previsione 2015.
Da ultimo questa RSU chiede, sin d’ora, alla Amministrazione entrante l’annullamento di tutti gli atti, adottati da quella uscente, inerenti la differente collocazione del personale e rimodulazione della Pianta Organica ritenendo gli stessi nulli per mancanza di relazioni sindacali e non solo.
Le RSU
Di Bartolomeo Walter
Montagano Domenico
Paone Natalino































