Secondo l’ACEM, l’attribuzione al Presidente dell’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) del potere di proporre al Prefetto la semplice estromissione del soggetto coinvolto dall’impresa sottoposta ad inchiesta per corruzione o la gestione straordinaria e temporanea dell’impresa per la completa esecuzione del contratto di appalto, non va nella giusta direzione e non sarà sufficiente a debellare i fenomeni di corruzione negli affidamenti dei contratti pubblici.
Secondo l’Associazione degli edili molisani, se si vuole realmente combattere i fenomeni malavitosi negli appalti pubblici, va prevista la revoca degli affidamenti alle imprese corrotte e l’assegnazione degli stessi a quelle sane ed in regola, in quanto la semplice sostituzione dell’amministratore o delle persone fisiche coinvolte che rivestono cariche all’interno dell’azienda, appare facilmente aggirabile e si presta a facili tentativi di elusione che rendono infruttuosi gli intenti che sono alla base della normativa stessa.
“Nei prossimi giorni – spiega il Presidente Di Niro – inoltreremo un documento anche tramite la nostra Associazione nazionale per riformulare la legge in questione perché così come varata non va nella direzione di aiutare le imprese”.































