Non si tratta di norme per chiudere la partecipazione. Al contrario, la legge serve per garantire la trasparenza della vita interna dei partiti e la stessa partecipazione.
Proprio in virtù di questa idea il Pd ha deciso fin dall’inizio di avere il bilancio certificato da una società di revisione esterna e di adottare meccanismi di selezione e di scelta dei gruppi dirigenti che prevedono forme di partecipazione.
“Altro che proposta anti-Grillo – ha commentato Antonio Misiani, deputato del Partito Democratico. Basta leggere gli atti parlamentari delle legislature precedenti per verificare che il progetto di legge depositato dai senatori Finocchiaro e Zanda non fa altro che riprendere pari pari i contenuti di tante proposte di attuazione dell’art. 49 della Costituzione, presentate ben prima della nascita del Movimento 5 Stelle.
Ciò che il PD vuole è esattamente quanto previsto in gran parte delle democrazie europee, dove il funzionamento dei partiti e dei movimenti politici è regolamentato per legge, organizzazioni non democratiche al proprio interno sono impensabili e nessun organo di informazione si sogna di gridare allo scandalo per questo.
Per questo ci batteremo perché il Parlamento approvi una legge sui partiti e i movimenti che assieme alla riforma del finanziamento preveda regole chiare e stringenti sulla trasparenza e la democrazia interna delle organizzazioni politiche”.































