Anche così “si racconta” la storia

C’è tanta storia nei centri antichi dei Comuni piccoli e grandi del Molise. La si ricava un po’ dappertutto, sia dagli storici stemmi in cima agli imponenti portali in pietra di fabbricati privati e sia dai simboli del ventennio fascista ancora presenti negli abitati della nostra regione, nonché da opere strutturali quanto mai apprezzabili. Venafro non sfugge a tanto ed appare interessante riproporre il tutto con una veloce ed essenziale carrellata fotografica. Non solo stemmi, simboli e fregi comunque a dire della storia trascorsa, ma anche affreschi. Ad esempio quelli sulle pareti del piano nobile di Castello Pandone, con i magnifici cavalli fatti affrescare a rilievo dal Principe Enrico Pandone, appassionatissimo di tali quadrupedi. Quindi gli stemmi. Da quello su Palazzo Fiondella, denominazione ricavata proprio dalla magnifica fionda scolpita in alto su pietra all’ingresso dell’immobile, all’altro ugualmente suggestivo che si ammira sull’imponente portale in pietra di Palazzo De Utris, cuore del centro antico. Ed infine le magnifiche bifore : una nel tipico Vico Parasacco al rione Mercato, l’altra al quartiere Colle, il più a nord dell’abitato storico. In chiusura i simboli del ventennio fascista : su pietra e su metallo, ma sempre particolari a vedersi.  Come il fascio su pietra stradale del Consorzio di Bonifica. Carrellata, questa appena esposta per grandi linee, che attesta la ricca storia socio/culturale di Venafro, il cui passato continua a “raccontare” ed avvincere tantissimo.

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