Un nuovo organigramma, “maggiormente specializzato e al tempo stesso versatile” con incremento e razionalizzazione delle unità di personale. Spariscono le sedi distaccate di Roma, Termoli e Isernia ma arrivano nuovi assunti e nuove competenze e si perdono le tracce della responsabile agli affari internazionali dell’azienda speciale a conferma forse delle voci che sussurrano di una revoca improvvisa dell’incarico.
Le unità lavorative – nelle ipotesi del dg Marone, avallate dal presidente della Molise Acque, il dottor Michele Picciano – diventano 186 per un costo annuo lordo di 5 milioni 397mila 514, 46 euro. Con un taglio rispetto a quella del novembre 2011 (il metodo è sempre identico: allora eravamo in campagna elettorale, oggi i poteri del Consiglio sono depotenziati) di 24 unità e con una riduzione dei costi di circa un milione di euro.
Ma rispetto alla dotazione organica preesistente i dipendenti della Molise Acque crescono di 53 unità con un aumento del costo del personale di 1 milione 450mila euro l’anno.
Il presidente Michele Picciano intende dotarsi di un portavoce, di un addetto stampa e di un ufficio di staff. Incredibile come le funzioni delle 3 figure si sovrappongano in alcuni casi e siano del tutto incongrue in altri. Con un costo annuo di 142mila euro: 30mila per il portavoce, 30mila per l’ufficio stampa e altri 82mila per l’ufficio di staff nel quale rientra anche l’autista factotum…
L’altra stranezza riguarda il servizio di programmazione territoriale, ambiente, fonti energetiche, alternative, Sit.
Argomenti che non rientrano fra i compiti della Molise Acque a meno che non si intervenga con modifiche sostanziali sia della legge regionale che istituisce l’azienda speciale che dello Statuto e che nulla hanno a che vedere con Molise Vento, Molise Sole e Molise Soldi….
La Cgil, nel corso dell’incontro con le organizzazioni sindacali del 27 giugno scorso, non si è pronunciata favorevolmente rispetto alle novità che si vogliono introdurre: i delegati sindacali – unici a prendere una posizione chiara – ritengono che debbano essere rispettati la normativa del 2001, la legge 165, e i contratti collettivi nazionali di lavoro degli Enti Locali e ribadiscono come sia illegittimo – in quanto non rientrante nella potestà dell’ente – modificare autonomamente lo Statuto Aziendale soprattutto alla luce dei principi contenuti nell’ultima finanziaria regionale dove si ratifica la natura pubblica della Molise Acque e quindi l’impossibilità di una modifica del principio.
Quindi, si procederà all’allargamento della pianta organica e si individuano nuovi e improvvidi percorsi di interesse che non possono essere inquadrati nelle attività previste per legge dell’azienda speciale senza alcuna modifica dello Statuto e della legge regionale istitutiva?
Effetti del caldo, del depotenziamento del Consiglio o c’è altro? Credo sia arrivato il momento di interessarsi della questione con una seduta consiliare monotematica sull’argomento di cui mi farò promotore.






























