Acqua. Una delle prime parole pronunciate dai bambini, ne siamo costituiti per oltre il 70% e il pianeta é per 2/3 formato da acqua.
L’acqua é un genere primario e prezioso a cui non si può rinunciare. É una risorsa necessaria per la sopravvivenza e per l’intero ecosistema. Chi non dispone di risorse idriche deve per forza interagire con chi ne ha, chinando il capo. Una delle poche regioni italiane che può vantare un patrimonio inimitabile é il Molise. Una geografia idrica che fa invidia. Molte sono le falde che hanno il punto di prelievo a poche centinaia di metri sotto la superficie, con un enorme risparmio di costi.
L’oro blu, che negli ultimi anni ha catalizzato l’interesse da parte di molte società per l’enorme business che se ne può ricavare è in Molise fortunatamente gestito da enti pubblici. A cominciare dall’Arpa, agenzia istituita a livello nazionale, la cui mission é la protezione e tutela ambientale. Tra i compiti assegnati a casa dal governo, c’é il controllo e il monitoraggio costante delle risorse idriche comprese quelle sotterranee, la valutazione della potabilità dell’acqua, il campionamento e l’esame tossicologico che in realtà come ci spiega il vertice molisano dell’Arpa può essere esercitato con maggiore professionalità dai laboratori dell’Asrem.
Tra i compiti primari che l’agenzia di protezione ambientale sta già eseguendo c’è la redazione di un piano strategico a tutela dell’ambiente. 600 mila euro spalmati in tre anni. Il programma prevede un piano principale definito appunto tutela dell’acqua e altri due piani; uno dei nitrati, l’altro, per la gestione dei distretti idrografici dell’Appennino centrale, compreso lo studio dei corpi sotterranei.
9 Milioni e mezzo, con un risparmio del 20% rispetto agli anni addietro, l’agenzia regionale é uno dei pochi enti virtuosi che operano in un settore molto complesso.
Nonostante la razionalizzazione imposta dalla spending review, il direttore generale Pallante é soddisfatto degli obiettivi raggiunti e dei nuovi progetti in via di realizzazione. Grossa collaborazione soprattutto con l’assessorato alle politiche ambientali. “Bisogna unire le forze, solo cosi la regione diventa più forte. Abbiamo un patrimonio da far invidia – spiega Pallante – potremmo addirittura alzare la voce ai tavoli delle conferenze stato-regioni.” Il Molise vende secondo vecchi accordi l’acqua alle regioni limitrofe ad una somma davvero ridicola e molto spesso, come abbiamo già anticipato in altre inchieste giornalistiche, non tutte le regioni pagano quanto dovuto.
“Non siamo la cenerentola d’Italia e non dobbiamo farci trattare come tale.” Ne è convinto Pallante che sostiene il grosso potere che ha il Molise. Un potere che può sfruttare quando si siede ai tavoli romani dove la spunta chi ha l’asso nella manica. E li, il Molise puó trattare, mettendo sul piatto l’importante potere idrico.
Tra gli obiettivi imminenti c’è la sinergia in via di realizzazione, come conferma lo stesso consigliere Ciocca, con la protezione civile.
Collaborazione attiva tra le due agenzie regionali in un’ottica di risparmio, condividendo la sala operativa per affrontare le emergenze ambientali. In cantiere, in casa Arpa, c’é il modellismo. Le due istituzioni rivoluzioneranno quello che é il servizio metereologico con una precisione di gran lunga superiore a quella attuale affiancandolo a quella che sarà la consapevolezza della qualità dell’aria. Dallo Stato, altri trasferimenti. 600 mila euro per un progetto condiviso insieme ad altre regioni italiane per quanto concerne lo stato di salute del mare Adriatico. Un monitoraggio costante analizzando flora e fauna marina.
Grande importanza dunque viene data
all’Arpa dalla Regione, chissà che l’azienda speciale di Molise Acque, organismo esclusivamente regionale non venga fatto confluire nell’agenzia di protezione ambientale. “É importante che il controllo dell’acqua in tutte le sue fasi e procedure sia attribuito a enti pubblici, la gestione invece delle condutture potrebbe essere affidato a società private. Basta fissare – spiega il numero uno dell’Arpa – i limiti di azione delle società, le tariffe da non superare e non trasferire mai la proprietà a soggetti privati”.
Magari basta sancirlo in una legge e il gioco é fatto.
Carla Ferrante






























