“Il governo non può ignorare la sentenza della Corte Costituzionale, che ha ripristinato l’adeguamento al costo della vita per le pensioni superiori a 1.400 euro mensili, e deve al più presto reperire le risorse necessarie alla sua applicazione, altrimenti potrebbero riversarsi sull’Inps innumerevoli vertenze con il rischio di aggravare i costi dell’Ente”.

ugl 320x201

Lo sostiene il responsabile nazionale dell’Ufficio Questioni previdenziali dell’Ugl, Nazzareno Mollicone. “La sentenza – spiega – conferma convinzioni e rimostranze più volte espresse dall’Ugl nei confronti del governo: prima di tutto, i tagli alla spesa pubblica fatti fino ad oggi sono stati una scelta assolutamente sbagliata, perché sono andati a danno dei pensionati e soprattutto di quelli che percepiscono un importo, a suo tempo bloccato dal governo Monti-Fornero, al quale hanno contribuito per decine di anni di lavoro.

Quindi se di tagli si deve ancora parlare, che vadano in altra direzione”. “In secondo luogo – aggiunge il sindacalista – tale situazione è l’effetto di un errore di fondo ovvero la mancanza di confronto con le organizzazioni sindacali, allora, ai tempi della Fornero, come oggi, su una materia sociale così delicata che interessa milioni di persone e le organizzazioni che ne rappresentano gli interessi”. “Ci auguriamo – conclude Mollicone – che il ministro Poletti faccia tesoro di questa esperienza convocando al più presto i sindacati per una complessiva e costruttiva ridiscussione della legge Fornero, così come l’Ugl chiede da tempo”.

Articolo precedenteABI: mutui in crescita del 50% rispetto al 2015
Articolo successivoCoca-Cola, nuove assunzioni in Italia