Si è chiusa sabato 25 ottobre nella Sala Newton di Città della Scienza la seconda ed ultima giornata di lavori della XXIX edizione del convengo nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria, l’appuntamento annuale dedicato all’analisi del più giovane tessuto industriale del Paese ed alle sue strategie nel prossimo futuro.

I lavori sono stati aperti dal Presidente del Comitato Interregionale Mezzogiorno G.I. nonché Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori del Molise Stefania Giacci, dell’azienda Fisiomedica Loretanza di Toro.
Riportiamo uno stralcio del suo discorso.
“Chi viene ad investire in Italia deve rispettare le regole. Regole che devono essere poche e facilmente declinabili per gli investitori. Questo vuol dire creare insieme un nuovo Sistema Paese per le imprese italiane e per quelle straniere. Un Paese in cui la giustizia abbia tempi certi e i lodi arbitrali, tanto costosi, non durino decenni. Un Paese con un sistema fiscale costante e chiaro, che abbia un orizzonte temporale di almeno 15 anni, per dare alle imprese la sicurezza di prendere scelte economiche per il presente ed il futuro. Un paese che sappia prevedere dei premi per chi opera rispettando la legge e non solo delle penali per chi la elude”.
Stefania Giacci ha poi posto l’accento sulla riforma dell’articolo 18. “Per un Paese moderno è arrivato il momento di riformare organicamente tutta la materia, senza lasciare nessuno indietro, né cinquantenni né esodati. Si diceva “per le imprese è un dovere creare lavoro, per i lavoratori è un diritto lavorare”. Non mi convince. Proviamo a invertire i termini e vediamo se funziona: “per le imprese è un diritto creare lavoro, per i lavoratori è un dovere lavorare”.
In italiano funziona. Per le imprese è un diritto creare lavoro anche quando si trovano di fronte ad un eccesso di burocrazia sorto, in molti casi, solo per convincerle ad arrendersi al sistema delle tangenti. E’ un diritto creare impresa anche quando le cause amministrative durano ben più di un decennio. Per i lavoratori è un dovere lavorare. Non c’è posto per l’assenteismo o per le malattie troppo facili. Anche questo funziona. La verità però è che esistono diritti e doveri per entrambe le parti e fino a quando non riusciremo ad entrare in questa ottica, non troveremo una soluzione a tanti problemi del nostro Paese. Basta nascondersi dietro le ideologie, è il momento di cambiare”.






























