Micaela Fanelli, sindaco di Riccia e presidente del Piano Sociale di Zona Fortore-Matese, esprime apprezzamento perché la legge proposta dall’amministrazione comunale di Riccia in sinergia con gli Ambiti Territoriali, è stata prima fatta propria dall’Assessorato alle politiche sociali e migliorata dallo stesso e poi approvata dalla Giunta, infine discussa e diventata legge grazie al ‘sì’ avvenuto ieri nel Consiglio regionale del Molise. Si tratta della legge di riordino del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali, che porterà benefici per tutti e per le fasce deboli.
“Abbiamo sempre creduto in questo – evidenzia Fanelli – tant’è che abbiamo avanzato la proposta di legge unitamente agli altri Piani sociali dopo aver ascoltato e aver collaborato con cooperative, partenariato sociale, operatori sanitari, volontariato. Il Consiglio ha raccolto la nostra proposta. Benissimo! Ringrazio l’assessore Petraroia che l’ha fatta propria, gli uffici e i collaboratori che in Regione lavorano con solerzia e competenza su questa materia delicatissima. Questo – sottolinea – mi inorgoglisce e mi fa ben sperare: il governo di centrosinistra mette infatti in campo un atto normativo corposo e doveroso, con risorse a sostegno del settore sociale, degli interlocutori e dei lavoratori di questo settore così delicato e importante.
Viene assicurata la certezza e stabilità finanziaria, così da garantire servizi per tutte le aree d’intervento, dagli anziani ai disabili ai minori agli immigrati. Ora – continua Fanelli – procediamo con l’immediata attuazione della legge: intanto con l’integrazione con il settore sociosanitario, i soggetti di consultazione, con la programmazione territoriale che valorizzi le differenze locali e soprattutto con una dotazione finanziaria che garantisca continuità di servizi e garanzie per i lavoratori del settore e le cooperative.
Siamo dopo tantissimi anni al pari delle altre Regioni italiane sul piano della normativa. Ora – conclude – subito la programmazione conseguente e l’attuazione con un grande lavoro di squadra verticale (fra istituzioni di livelli diversi, in particolare la Regione e i Comuni) e orizzontale (fra settori diversi, come il sociale e il sanitario). Se vogliamo, abbiamo uno strumento per diventare avanguardia! In questo momento difficilissimo ce n’è bisogno”































