Enigmi, dubbi ed interrogativi come spunti di riflessione, nuovi indagini ed approfondimenti su Tavola Osca e sito archeologico di Pietrabbondante, nell’ottica di una rinnovata valorizzazione del vasto patrimonio archeologico dell’Alto Molise, patria e terra del fiero popolo sannita, comunità non solo montanara ma dalle indubbie qualità culturali ed artistiche.
E’ quanto scaturito a margine dell’affollata presentazione nella sala multimediale dell’Itis d’Isernia del volume di Paolo Nuvoli e Bruno Paglione, “Gli enigma. La Tavola Osca e Pietrabbondante”, evento che ha richiamato tantissime attenzioni e presenze praticamente dall’intero territorio isernino. “I nostri enigmi -ha dichiarato il prof. Nuvoli- sono frutto di studi, indagini e ricerche di anni, condotti in diverse città e biblioteche italiane. Non vogliono essere affermazioni assolute, ma spunti di riflessioni e nuove indagini per chiarire i tanti enigmi da noi sollevati, in materia di Tavola Osca, del suo rinvenimento, della successiva gestione e destinazione, dell’attuale situazione del sito archeologico di Pietrabbondante, della sistemazione dei vari reperti rinvenuti, della collocazione attuale di statue originariamente esposte a Pietrabbondante, tra cui quella di Ercole non più presente in loco, e della natura storico/artistica di tanto materiale archeologico dell’alto Molise.
Abbiamo cioè rivelato discrasie nella storia del rinvenimento della Tavola Osca e della sua gestione, nonché nella classificazione del materiale del sito in questione, ritenendo opportuno proporre i nostri numerosi enigmi al fine di migliorare la situazione attraverso una nuova stagione archeologica nell’alto Molise”. E’ seguito l’apprezzato intervento dell’archeologo siciliano prof. Alberto Sposito, soffermatosi su archeologia, architettura, restauro e valorizzazione dell’area di Pietrabbondante, di cui ha evidenziato pregi e ricchezza archeologica. L’esperto studioso siciliano ha quindi parlato della necessità che nuove attenzioni ed interessi scientifici convergano su Pietrabbodante per una sua integrale ed opportuna rinascita e valorizzazione.
Al riguardo Sposito ha detto espressamente della necessità dell’intervento di privati, risorsa irrinunciabile in simili frangenti. Quindi gl’interventi del pubblico su luogo del rinvenimento della Tavola Osca (a Capracotta, a Pietrabbondante o a Agnone ? L’enigma in sala è rimasto tale, col prof. Nuvoli pronto a replicare, “nel libro troverete le risposte …”) e sulla natura di personaggi legati alle vicende in questione. Ha chiuso il prof. Natalino Paone con la singolare affermazione, “Dubito, ergo sum !”, presa in prestito da noto detto filosofico, per invitare a superare divisioni, campanilismi e contrapposizioni ed unire sforzi ed energie in vista di nuovi orizzonti conoscitivi nell’ambito del ricco patrimonio storico/archeologico molisano.
Tonino Atella































