Come dargli torto di primo acchito, per questa palese incongruenza politica, ma forse manca di lungimiranza, questa posizione drastica di estrema distanza e considerazione. In primis, le cose in politica possono cambiare repentinamente, salti di fossati, cambi di casacca dei più quotati politici degli ultimi 30 anni, ci hanno insegnato che in amore e in politica tutto è concesso.
Di Sandro dovrebbe considerarlo e in questo il Molise: “docet”. In secundis, quello che è stato un appoggio incondizionato all’attuale governatore da parte dell’organizzazione elettorale di Patriciello, non è detto che per motivi prettamente politici e non di convenienza, l’eurodeputato, non possa dare, invertendo la rotta e offrendo manforte al redivivo c.d. per ricollocarsi, dopo la sbandata delle regionali, al loro fianco.
Ed ecco che questo ragionamento prende forma e il riavvicinamento c’è ed è chiaro. Ivan Forte il braccio destro dell’On. Patriciello viene eletto da Rotondi segretario provinciale di F.I. e l’annuncio arriva direttamente nella sede della riunione del c.d. voluto da Di Sandro. Fermiamoci qui, torniamo ai cittadini, a cui queste riflessioni e questi giochi, crediamo, senza tema di smentita: non interessano un fico secco. I colori e le appartenenze per il popolo molisano sono confluite in un unico calderone putrido ed informe, la cui cottura ha annullato ogni parvenza di identificazione, assimilati in toni indefinibili.
Ai molisani senza casa, senza lavoro, senza futuro. Ai molisani della partita Iva vessati e frustrati da continui controlli, da pressanti gabelle, dai costi sempre più insostenibili e da debiti impossibili da pareggiare: non interessano più le beghe della politica. Forse non interessa più programmare il futuro dei loro figli in questa regione, pronti a fuggire da cinquantenni in cerca di fortuna in altri lidi, come sta avvenendo di giorno in giorno.































