Questa mattina, giovedì 22 novembre, presso il Salone di rappresentanza della Prefettura di Isernia, è stato presentato il rapporto sull’economia regionale, a cura della Filiale della Banca d’Italia di Campobasso, dal titolo “L’economia del Molise – Aggiornamento congiunturale”.

La pubblicazione si inserisce all’interno della serie “Economie regionali”, che comprende i rapporti annuali e gli aggiornamenti congiunturali, con la finalità di presentare studi sulle condizioni cicliche e sulla struttura economica e finanziaria delle regioni italiane.

Dopo i saluti del Prefetto Fernando Guida, ad aprire i lavori è stato il Direttore della Filiale molisana della Banca d’Italia Dealma Fronzi. Seguita da una breve relazione dei funzionari del “Nucleo per la ricerca economica” della Banca, Pietro de Matteis e Marco Manile.

L’evento, che fa seguito alla presentazione del rapporto annuale illustrato lo scorso giugno a Campobasso presso l’Università degli Studi del Molise, costituirà una preziosa occasione per fare il punto sulla situazione dell’economia della Regione.

Nella prima parte del 2018 sono tornati a emergere nell’economia molisana segnali di miglioramento: a un tenue recupero dell’industria e a una moderata crescita del terziario si è associata una perdurante congiuntura negativa del settore delle costruzioni. Nelle opinioni degli operatori economici locali, i segnali positivi proseguirebbero anche nel breve termine.

L’attività industriale è tornata ad aumentare, seppur leggermente: tra le imprese con almeno 20 addetti sono prevalse quelle che hanno rilevato un aumento del fatturato, soprattutto tra le aziende maggiori e rivolte ai mercati esteri. La spesa per investimenti ha continuato a crescere, pur rimanendo su livelli storicamente contenuti. Le esportazioni sono aumentate, sostenute principalmente dalle vendite dell’automotive verso la Cina e gli Stati Uniti, mentre è proseguito il netto ridimensionamento dell’export di prodotti metallurgici. Nel settore delle costruzioni sono ancora diminuite le ore lavorate, a fronte di una crescita del numero di occupati nel terziario.

Nel complesso, la capacità reddituale delle imprese è rimasta favorevole ed è tornata a intensificarsi l’accumulazione di risorse liquide.

Le condizioni del mercato del lavoro regionale sono migliorate. Il numero degli occupati è aumentato in misura più intensa rispetto al dato nazionale; la ripresa ha riguardato soprattutto la componente maschile e i lavoratori dipendenti. Il ricorso alla Cassa integrazione guadagni è più che dimezzato.

L’espansione del credito all’economia si è rafforzata, riavvicinandosi alla dinamica rilevata nel Paese e nel Mezzogiorno. Alla crescita hanno contribuito sia la ripresa dei prestiti alle imprese, seppure limitata a quelle di maggiori dimensioni e ai settori manifatturiero e terziario, sia l’ulteriore espansione dei prestiti alle famiglie, alimentati dai mutui per l’acquisto di abitazioni e dal credito al consumo. L’andamento dei prestiti è stato favorito da una moderata espansione della domanda, in presenza di politiche di offerta nel complesso distese. La qualità del credito ha continuato a migliorare: il flusso di nuovi crediti deteriorati si è ancora ridotto, riducendo ulteriormente il divario con il dato medio nazionale.

L’accumulazione di depositi bancari si è intensificata, anche grazie al contributo delle imprese, tornato a essere significativo. È invece ancora diminuito il valore ai prezzi di mercato dei titoli custoditi presso le banche e, tra questi, la crescita dei fondi comuni di investimento ha nettamente rallentato.

Testo della pubblicazione

N. 38 – L’economia del Molise 

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