di Giovanni Minicozzi

Prove tecniche di ricongiungimento in un Consiglio dove la maggioranza si poggia su un solo numero: 11 a 10, il che permette di applicare strategie di voto che possono variare le alleanze in maniera fluida. Appare così l’emendamento alla legge stabilità presentato dai consiglieri Iorio e Aida Romagnuolo che si sono fatti portavoce della volontà del partito di appartenenza: Fratelli d’Italia. Appena un anno fa ci fu il blitz con cui il centrodestra votò la cacciata di quattro consiglieri supplenti modificando la legge elettorale con cui i molisani votarono la composizione del Consiglio regionale nel 2018. Una cacciata che fu sostenuta anche dal Movimento 5stelle per via della riduzione dei costi della politica e dal Pd. Oggi Michele Iorio e Aida Romagnuoloripresentano un emendamento per reintegrare la surroga e cercano di andare incontro agli slogan dei grillini: il reintegro deve essere a costo zero. Ossia: quello che oggi si spende per 21 consiglieri domani si spenderà per 26 consiglieri. La motivazione, oltre che politica e di ripristino di un atteggiamento morale e legale, sarebbe dovuto anche alla necessità di evitare che l’assemblea legislativa sia organizzata con pochi eletti. Talmente pochi che il numero dei componenti è insufficiente a ricoprire ruoli previsti dalla legge all’interno dell’istituzione consiliare.


Il Movimento 5stelle, secondo indiscrezioni, non sembra interessato al progetto che, se passasse, metterebbe in seria difficoltà il governo Toma. Proprio ieri il capogruppo grillino ha raccontato in un video sui social che il centrodestra vuole tagliare i fondi al gruppo regionale dei 5stelle. Secondo gli addetti ai lavori si tratterebbe del solito tentativo fasullo che il governo Toma mette in atto ogni anno per poi barattare con il Movimento la strategia da applicare in aula a supporto del governo regionale. Secondo Andrea Greco ad ideare la riduzione dei fondi al suo gruppo sarebbe l’assessore Quintino Pallante che, secondo i bene informati, sarebbe anche l’ideatore della cacciata dei consiglieri supplenti. Si racconta infatti che l’ipotesi del taglio al gruppo dei 5stelle sarebbe il modo per bloccare un possibile accordo tra il Movimento e Iorio che, se uniti al consenso anche del Pd, potrebbero riuscire a trovare il voto necessario ad evitare l’ostacolo centrodestra.

Secondo alcuni bene informati al reintegro della surroga starebbero pensando proprio gli strateghi politici della Giunta: Niro e Pallante. I due si sarebbero accorti che a breve, quando saranno interessati a ricomporre le liste elettorali, troveranno forti difficoltà nel vedere cittadini interessati a partecipare ad una competizione sapendo che dovrebbero concorrere solo per fare leggere sempre gli stessi. Ossia sempre gli uscenti, sempre loro. Secondo voci di corridoio, gli assessori sarebbero pronti a reinserire la surroga a ridosso della scadenza del mandato. Motivo per cui non si capisce il niet del Movimento 5stelle che potrebbe incidere, supportando l’iniziativa, sul futuro politico di questa regione a prescindere dal colore politico.

Eppure la proposta di Michele Iorio non pare sollevare consensi per due ordini di motivi:

1. Il reintegro dei consiglieri surroga senza oneri aggiunti comporrebbe la riduzione delle indennità agli attuali consiglieri regionali di circa 1000 euro al mese.
2. Il reintegro di consiglieri supplenti potrebbe dare maggior vigore al Consiglio regionale nei confronti del presidente della Giunta.

Cose che non piacciono né a Toma né a Pallante.


Ed è proprio su quest’ultimo che si concentra l’attenzione. A chiedere il reintegro non è un singolo consigliere ma il partito in cui Pallante è capogruppo. Lo scorso 16 aprile infatti si è svolta, da remoto, la riunione del coordinamento regionale del partito di Giorgia di Meloni per discutere ed approvare, tra l’altro, “la linea politica e le proposte rispetto al bilancio e alla legge finanziaria regionale – e non da ultimo – Proposta al Consiglio regionale per la reintroduzione della surroga nella legge finanziaria”. Quel giorno erano collegati da remoto tutti i componenti del coordinamento regionale, tranne proprio l’assessore Pallante. In quella occasione tutti i presenti si sono espressi favorevolmente all’iniziativa informando i vertici nazionali, in particolare il responsabile nazionale dell’organizzazione l’onorevole Donzelli, della decisione.

 

Le prove tecniche per un ritorno al dialogo, alla vigilia della seduta consiliare che vede protagonista la legge di stabilità, sono portate avanti proprio dal coordinatore regionale di Fratelli d’Italia che lancia l’invito “a tutti i consiglieri di Fratelli d’Italia a votare l’emendamento”. Il chiaro segnale di distensione è rivolto proprio a Quintino Pallante che dovrà decidere se agire in proprio o seguire la linea dettata ufficialmente dal suo partito. Infine lo stesso Filoteo Di Sandro, segretario regionale, non si tira indietro: “Invito tutti i partiti politici e i movimenti che appartengono al governo regionale di dare seguito a questo emendamento” dimostrando di voler porre le basi anche per un futuro rapporto di alleanza.

Il riferimento è a Forza Italia, Orgoglio Molise, Popolari per l’Italia, UDC e Lega. Quest’ultimo è l’unico partito che non ha esponenti in Consiglio regionale. Anche se un intervento esterno a favore dell’emendamento potrebbe portare frutti anche al partito di Salvini che avrebbe un nuovo ingresso in Consiglio grazie alla nomina ad assessore, passata alla storia, della consigliera Mena Calenda.

Articolo precedenteTRASPORTI TRA SPRECHI E CLIENTELE. INQUIETANTE PROPOSTA DELLA GIUNTA REGIONALE
Articolo successivoMeteo: previsioni del tempo per il giorno 28/04/2021