TOMA
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di Giovanni Minicozzi

Riprenderà domani 28 aprile la maratona in aula su legge di stabilità regionale e bilancio di previsione 2021/2023. Il presidente della Regione Donato Toma punta sul sostegno di undici consiglieri regionali su ventuno per approvare i documenti contabili che, a dire il vero, appaiono inutili e perfino dannosi per i molisani.

Manca una programmazione sull’utilizzo corretto delle risorse finanziarie , manca qualsivoglia ipotesi di sviluppo endogeno e sostenibile e non c’è traccia di risorse destinate agli investimenti produttivi e alle politiche attive per il lavoro.
Un bilancio di “lacrime e sangue” come l’ha definito il relatore nonché presidente della prima commissione Andrea Di Lucente, lacrime e sangue che, però, non intaccano gli odiosi privilegi della casta.

A pagare saranno solo i molisani già tartassati da imposte aggiuntive dovute prevalentemente all’incapacita’ gestionale e politica del governo regionale.
Per altro le soluzioni prospettate per i settori più disastrati come sanità e trasporti peggiorano ulteriormente la già precaria condizione attuale.
Sulla sanità i politici nostrani di maggioranza si nascondono dietro il dito della “non competenza” per effetto del commissariamento ma così non è.

Ancora peggio per il settore del trasporto pubblico locale che assorbe oltre 50 milioni all’anno distribuiti per metà tra una trentina di aziende locali e il resto a Trenitalia.
Disservizi, confusione e sprechi che non preoccupano la Regione alle prese con strane manovre che fanno pensare al solito clientelismo elettorale anzicché a una efficiente programmazione del sistema.

La prima operazione da fare sarebbe quella di affidare con gara il trasporto pubblico su gomma a una sola azienda attraverso il cosiddetto “lotto unico” che garantirebbe una economia di scala e un servizio adeguato per gli utenti.

Da sottolineare che il consiglio regionale nello scorso mese di dicembre boccio’ sonoramente la proposta dell’esecutivo per il doppio lotto fortemente voluto dall’assessore Vincenzo Niro e da Donato Toma ma fino ad ora è stato sostituito solo l’assessore ai trasporti (Quintino Pallante al posto Vincenzo Niro) ma nulla è successo.
Addirittura in queste ore la stessa giunta ha presentato un emendamento alla legge finanziaria per ripristinare il doppio lotto e c’è il rischio che venga approvato poiché la neo assessora Filomena Calenda, da sempre sostenitrice del lotto unico, potrebbe cambiare idea. Tant’è !

Nel recente passato il governo Frattura decise di annullare la gara che prevedeva il lotto unico per la gestione del trasporto pubblico locale e da allora si sprecano oltre quattro milioni all’anno per accontentare l’egoismo degli attuali gestori e, verosimolmente, con l’obiettivo di continuare il vecchio, becero clientelismo elettorale.

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