“Siamo al rush finale – ha detto in un incontro per il Sì ieri a Bergamo – perché ci giochiamo nei prossimi 20 giorni gli ultimi 20 anni”. “I sondaggi vedono in vantaggio i “No” ed è perfetto, vista la sfortuna che portano”, ha aggiunto. Secondo Renzi, in ogni caso, c’è una maggioranza silenziosa pronta al Sì. Fatta anche di elettori della Lega e dl M5s. “Me lo immagino – sottolinea Renzi – un leghista o un 5 Stelle che entra in cabina elettorale: se vuole votare “No” deve tenere gli occhi chiusi, perché se legge il quesito vota Sì”.

Ricordiamo che Sinistra Italiana ed M5s fecero ricorso contro il quesito referendario. Perchè, a loro avviso, “il quesito così formulato finisce per tradursi in una sorta di ‘spot pubblicitario’, tanto suggestivo quanto incompleto e fuorviante, a favore del Governo che ha preso l’iniziativa della revisione e che ora ne chiede impropriamente la conferma ai cittadini, che non meritano di essere ingannati in modo così plateale”. Il Tar del Lazio aveva dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione il ricorso sul quesito del referendum costituzionale presentato da M5s e Sinistra italiana.

Nell’incontro di ieri a Bergamo il premier ha forse commesso un piccola ‘gaffe’ proprio parlando del quesito referendario, ammettendo velatamente, o forse senza pensarci, che leggendo il quesito prima di votare viene spontaneo dare la preferenza al ‘Si’. Era palese fin dall’inizio che questo era lo scopo, a prescindere dall’elettore leghista o grillino, l’operazione di marketing è perfettamente riuscita. Prima di andare a votare è bene informarsi, è importante sapere perchè si vota ‘Si’ o perchè si vota ‘No’: la riforma della Costutuzione è una cosa seria che ci condizionerà il futuro.

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