di Redazione

Un cambio di rotta che solleva più dubbi che certezze: ecco cosa sta accadendo dietro le quinte della sanità molisana.

La riorganizzazione della rete ictus in Molise sta diventando un vero e proprio caso politico e sanitario. Dopo mesi di lavoro, un piano condiviso e l’approvazione del Ministero, qualcosa è cambiato. E quel “qualcosa” ha riportato prepotentemente in gioco il privato, lasciando sul tavolo interrogativi pesanti e tensioni mai viste prima. Tutto sembrava definito lo scorso 8 maggio, quando il Tavolo Tecnico ministeriale aveva dato l’ok alla proposta della struttura commissariale guidata da Bonamico. Un modello chiaro e coerente con il Decreto Ministeriale 70/2015: una Stroke Unit di I livello potenziata all’ospedale Cardarelli di Campobasso (hub regionale) e due centri spoke – Isernia e Termoli – con funzione esclusivamente diagnostica. Nessun ruolo operativo per l’IRCCS Neuromed di Pozzilli nella radiologia interventistica, già assegnata al DEA del Cardarelli. Un modello centrato sul pubblico, approvato ufficialmente. Ma poi qualcosa è cambiato. Pochi mesi dopo, la stessa struttura commissariale firma il Decreto 100, che stravolge completamente il disegno iniziale. I centri spoke diventano operativi anche per la trombolisi, grazie a un sistema di telestroke collegato con Campobasso. E soprattutto: il Neuromed viene reinserito nella rete come nodo centrale per la radiologia interventistica, in netta contraddizione con il piano approvato dal Tavolo Tecnico. La questione è esplosa anche in Consiglio Regionale. Il consigliere Romano ha presentato una mozione per chiedere trasparenza e coerenza nell’attuazione del DCA 79/2024, richiamando la necessità di attenersi a quanto già votato in aula ad aprile. La mozione è stata respinta dalla maggioranza, ma non senza colpi di scena. Infatti, non è passato inosservato l’intervento del presidente Roberti che ha votato  contro la mozione, ma dichiarandosi in disaccordo con le scelte dei commissari, lasciando intendere una frattura istituzionale interna. Ancora più significativo il fatto che l’assessore regionale alla Sanità, Michele Iorio, fosse assente al momento del voto. Ma il momento più controverso si è consumato con l’intervento della consigliera Passarelli. Con toni accorati e in prima persona, Passarelli ha difeso pubblicamente il Neuromed, definendosi parte della struttura e lamentando le difficoltà vissute dalla clinica a causa di ricorsi legali. Un intervento che ha suscitato reazioni durissime, in particolare da parte del consigliere Andrea Greco (M5S), che ha parlato senza mezzi termini di “ipotesi di traffico di influenze”.  Il cuore della questione resta irrisolto: perché la struttura commissariale ha cambiato linea rispetto al piano approvato dal Ministero? Chi ha davvero deciso di reinserire Neuromed al centro della rete ictus? Perché destinare nuovi fondi pubblici per attività già coperte dalla convenzione ordinaria? Finché non ci saranno risposte trasparenti, il sospetto che dietro il Decreto 100 si celi un disegno per riequilibrare (o sbilanciare) il sistema sanitario regionale a favore del privato continuerà a serpeggiare. E con esso, il rischio concreto che la credibilità delle istituzioni sanitarie molisane venga compromessa.

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