Anche sul piano dell’opportunità politica è evidente che una volta approvato l’Italicum sarebbe troppo forte il rischio che Berlusconi, come già accaduto più volte in passato, decidesse di staccare la spina alla riforma del Senato. In questo modo l’ex Cavaliere potrebbe più facilmente raggiungere l’obiettivo di andare al voto con due leggi elettorali contradditorie, così da riprodurre una situazione di ingovernabilità o una nuova stagione di larghe intese. Ciò può corrispondere agli interessi di Forza Italia, ma non certo a quelli del Pd e della maggioranza di Governo.
Infine, Brunetta dimentica che il Senato dovrà impegnarsi a modificare l’Italicum varato dalla Camera, intervenendo sulle modalità di scelta dei deputati, sulla parità di genere, sull’uniformità delle soglie di sbarramento e di accesso al ballottaggio. Questi interventi dovranno essere inevitabilimente conseguenti al tipo di riforma del bicameralismo perfetto a cui stiamo lavorando: per questa ragione sarebbe molto più utile trovare nell’uovo di Pasqua la sorpresa di un po’ di spirito costituente bipartisan, l’unico che potrà consentire di realizzare le riforme istituzionali che l’Italia attende da troppo tempo”.































