di Redazione
A Termoli il prossimo 16 gennaio confronto pubblico sulla riforma della salute in Italia, promosso da ALI e CGIL. Mettere a nudo le criticità del sistema sanitario molisano nel contesto nazionale e, soprattutto, tracciare una rotta concreta per il suo rilancio, partendo dalle ferite aperte del territorio locale. Proposte da aggiungere alle proteste! È questo l’obiettivo dell’incontro “Il grande malato. Per una riforma della sanità in Italia: idee ed iniziative per un nuovo corso”, che si terrà venerdì 16 gennaio 2026, dalle ore 9.30 presso l’Aula Adriatica dell’Università degli Studi del Molise. L’evento, organizzato da ALI (Autonomie Locali Italiane) e CGIL, vedrà la partecipazione straordinaria di Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, la cui analisi indipendente servirà a inquadrare la crisi molisana in un contesto nazionale sempre più allarmante e a indicare alcune chiavi di soluzione possibili. Il Molise, infatti, rappresenta oggi il paradigma del “grande malato”: una sanità regionale schiacciata da anni di commissariamento, debiti strutturali e una desertificazione dei servizi che colpisce i cittadini più fragili. Il dibattito non si limiterà alla denuncia, ma punterà a definire cosa va fatto subito per invertire la rotta in questa regione e cosa va programmato nel medio lungo termine per un’offerta sanitaria anche territoriale degna di questo nome:
- Combattere la stagione dei tagli: superare la logica del solo rientro finanziario che ha sacrificato il diritto alla salute dei molisani sull’altare dei bilanci…senza neanche raggiungere l’obiettivo!
- Potenziamento della sanità territoriale: sottrarre il Molise all’ “ospedalocentrismo” inefficiente per costruire una rete capillare di Case della Comunità e servizi funzionanti, essenziali in una regione dall’orografia complessa e con un alto indice di vecchiaia.
- Valorizzazione del personale: fermare la fuga dei medici e degli infermieri verso il settore privato o altre regioni, garantendo condizioni di lavoro dignitose e investimenti concreti nelle risorse umane, nonché favorire l’arrivo di nuovi medici qualificati attraverso meccanismi incentivanti.
L’incontro, promosso in sinergia tra Abruzzo e Molise, sarà utile per affrontare anche i temi degli accordi di confine e della mobilità sanitaria interregionale. In un contesto dove i confini amministrativi diventano spesso barriere per il diritto alla cura, è fondamentale costruire sinergie che permettano una gestione condivisa dei servizi, ottimizzando le risorse e garantendo ai cittadini risposte rapide ed efficienti, indipendentemente dalla provincia di residenza. Questa collaborazione tra territori limitrofi rappresenta il primo passo concreto verso una visione di sanità integrata e realmente vicina alle esigenze delle persone. La sfida lanciata da ALI e CGIL è quella di affrontare la riforma della salute senza strumentalizzazioni di parte. La sanità non può essere terreno di scontro elettorale, ma deve tornare a rappresentare un pilastro della coesione sociale. Attraverso i dati oggettivi della Fondazione GIMBE, l’incontro mira a fornire a amministratori locali e operatori sanitari, cittadini e associazioni, una base tecnica solida per pretendere standard assistenziali (LEA) esigibili come avviene in buona parte del resto d’Italia. Il Molise non può più permettersi una sanità di serie B. Serve una mobilitazione che unisca sindaci, sindacati, ordini professionali e associazioni in una proposta di rilancio che metta il servizio sanitario pubblico e universalistico al centro del sistema. Nei prossimi giorni sarà diffuso il programma dettagliato dell’incontro, con l’elenco completo dei relatori e degli interventi previsti.




























